mercoledì 25 febbraio 2015

70 ANNI PER TEO TEOCOLI

Tanti auguri Teo Teocoli. Un grande del cabaret che giunge alla soglia dei 70 anni, ma che ha sempre lo stesso sguardo del ragazzo che imitava Adriano Celentano e tentava di seguirne le orme da cantante.

Teo Teocoli
 Teo Teocoli compie 70 anni. Lo showman, in tour in questi mesi con lo spettacolo teatrale di successo "Restyling Faccio Tutto", festeggerà in tv con il pubblico domenica 1° marzo, a "Che tempo che fa" di Fabio Fazio, e oggi a casa con gli amici più stretti e con un ospite attesissimo, in arrivo in queste ore da Napoli, Felice Caccamo.

"Spegnerò le candeline con Felice per i miei settant'anni", dice Teocoli, "e approfitteremo per parlare di lavoro: con l'autore Marco Posani sto finendo di scrivere, infatti, una commedia in due atti, dal titolo "Pasqua in casa Caccamo", che ha per protagonista il famoso giornalista partenopeo, direttore delle due testate "Financial Naples" e "'O Vicolo", che da anni vende decine e decine di copie".

Raggiunto telefonicamente mentre è in viaggio sull'Autosole verso Milano, alla volta di casa Teocoli, lo stesso Caccamo conferma l'indiscrezione sulla commedia che lo vedrà in teatro a breve, ma non si sbilancia: "Ho subito accettato l'invito del signor Teocoli, sono entusiasta...di più, sono Felice come una Pasqua!"
(fonte: askanews)


martedì 24 febbraio 2015

HEIDI TORNA IN VERSIONE 2.0, MA E' POLEMICA

Heidi torna in versione 2.0, ma che delusione. Addio al dolce disegno della bimba che scende dai monti, ora Heidi è una specie di Barbie della montagna.



Torna Heidi, e le caprette le fanno wow! Ora ha uno stacco di coscia non indifferente, un vitino da vespa e una caviglia sottile da tacco 12. La pastorella, prima e dopo la cura, appare sul canale pubblico tedesco Zdf, che ha mandato in onda i primi episodi di questo nuovo ciclo.

Più che di una nuova stagione è meglio parlare di reeboot in quanto la storia ricomincerà esattamente dall’inizio e proseguirà con tutte le vicende che conosciamo a menadito. Con Heidi torneranno anche il nonno, il cane Nebbia, Petar, Clara e la signorina Rottenmeier: tutti, naturalmente, in 3D. L’impressione è che sia andata perduta quella poesia da disegno a matita di cui tutta la serie era inebriata.



Non dimentichiamoci che Heidi, così come l’abbiamo imparata a conoscere, è figlia (in parte) anche del maestro Miyazaki, artigiano del cartone animato e premio Oscar per i suoi film d’animazione. Ora, la nuova Heidi sembra un videogioco (fatto anche male) e così arriverà agli occhi delle nuove generazioni.

I bambini italiani non saranno risparmiati in quanto il cartone animato arriverà anche sui nostri schermi il prossimo autunno. 39 puntate da 26 minuti circa che ricalcheranno quella storia che debuttò sulla Rai nel 1978 e che, ancora oggi, dopo decenni e generazioni, continua a mietere un successo inarrestabile.

Che Heidi sia cambiata lo testimonia anche la sigla: il motivetto è sempre lo stesso ma, almeno nella versione tedesca, ha una base dance che trasforma le Alpi in un prive del Cocoritò.
Ma come ha accolto il pubblico tedesco questa nuova versione della pastorella di casa? Manco a dirlo, con un mare di polemiche. Su Twitter è partito una sorta di movimento di indignazione che la butta sulla mancanza di valori e sulla nostalgia degli anni che furono. C’è chi scrive “Per voi nulla è sacro” e chi addirittura implora di finirla qui: “Vi sarei grato se la smetteste di rovinarmi l’infanzia che ho avuto”.
(fonte: excite)

lunedì 23 febbraio 2015

CLAUDIO CECCHETTO RACCONTA MAURO REPETTO DEGLI 883

Claudio Cecchetto racconta gli 883 e in particolare la storia di Mauro Repetto, il membro del gruppo che nn cantava mai. E a "Domenica Live" carrambata: a ritrovatare la voce di "Gioca jouer" arriv anche Sandy Marton



Claudio Cecchetto era ospite in studio di Barbara d'Urso a "Domenica Live", e ha raccontato  la nuova vita dell'ex 883 Mauro Repetto, recentemente riapparso in tv con un videomessaggio da Disneyland.

Nel video era con la moglie per raccontare il suo lungo e felice matrimonio, che dura da 23 anni, e ripercorrere la sua fortunata carriera di dj, produttore discografico e scopritore di talenti, tra cui proprio la coppia pop formata da Max Pezzali e Mauro Repetto. “All'inizio Mauro faceva finta di suonare la chitarra ma gliel'ho sconsigliato fin da subito: si vedeva troppo che stesse fingendo. Quindi lo invitai a ballare sul palco intorno a Pezzali. Evidentemente, ha funzionato", ha spiegato Cecchetto, confermando che la spalla di Pezzali non sapesse né cantare, né suonare.

Prima ancora di vedere il videomessaggio, Claudio Cecchetto ha poi raccontato cosa è accaduto al ballerino dopo aver detto addio agli 883: “Quando ha lasciato il gruppo, si è trasferito in Francia ma è rimasto un pazzo, ve lo posso assicurare. Oggi fa spettacoli ogni sera in teatro davanti a cinquanta persone e ne è molto felice, è la sua libidine”

Non solo Repetto. Durante la trasmissione Cecchetto ha ricevuto altre sorprese: l'ingresso inaspettato del primogenito Jody, il videomessaggio della mamma e l'arrivo in studio di Sandy Marton, una delle scoperte del famoso talent scout, che tra gli altri ha lanciato star come FiorelloLeonardo Pieraccioni e, prima ancora, Lorenzo Jovanotti.
(fonte: tgcom24)

venerdì 13 febbraio 2015

ADDIO A STEVE STRANGE, VOCE DEI VISAGE

Se ne è andato Steve Strange, voce dei Visage, gruppo pop che era riuscito a marcare un'epoca con una sola canzone "Fade to grey". La notizie è giunta nelle serata di giovedì poco prima che gli Spandau Ballet salissero sul palco dell'Ariston. Al loro amico e collega è stata dedicata l'esibizione a Sanremo.

Steve Strange, voce dei Visage
Steve Strange, cantante dei Visage, alfieri del synth-pop inglese anni Ottanta, è morto per cause non specificate all'età di 55 anni. Il frontman è stato colpito da un attacco cardiaco in Egitto, all'ospedale internazionale di Sharm el-Sheikh, in Egitto".
L'artista, all'anagrafe Steven John Harrington, negli ultimi anni aveva affiancato la sua attività di cantante a quella di manager dei Last In Line, supergruppo composto da Vinny Appice (due dischi di studio, due live e una compilation come membro dei Black Sabbath, sette di studio con i Dio), Vivian Campbell dei Def Leppard, Jimmy Bain degli ex Dio di Ronnie James Dio e Andrew Freeman, già nei Lynch Mob.



Notizie poco rassicuranti sulla salute di Strange erano già state diffuse a dicembre: la stampa d'oltremaninca aveva riferito di un suo ricovero al Princess of Wales Hospital di Bridgend per un'infezione ai bronchi e un blocco intestinale.

Scioltisi nel 1985, dopo la pubblicazione di "Beat boy", i Visage si erano riformati nel 2004, ma solo nel 2013 avevano pubblicato il loro quarto album di inediti in studio, "Hearts and knives", al quale seguì, solo lo scorso mese di dicembre, "Orchestral", disco di brani di repertorio riarrangiati con la collaborazione dell'orchestra filarmonica di Praga.
(fonte: rockol)

giovedì 12 febbraio 2015

CON GLI SPANDAU BALLET IL FESTIVAL TORNA AGLI ANNI 80

 Gli Spandau Ballet sul palco dell'Ariston. Sembra un titolo di giornale degli anni '80, quando la band di Tony Hadley sfidava i Duran Duran. Invece siamo nel 2015, e la mitica band è di ritorno più in forma che mai.



 Il Festival di Sanremo fa un tuffo negli anni Ottanta. Sul palco dell'Ariston arrivano gli Spandau Ballet, per la quarta volta al Festival. Trent'anni fa si spartivano il mondo musicale pop con i Duran Duran, poi dopo 10 anni di successi, è arrivata la separazione non consensuale, cui sono seguite beghe processuali e litigi più o meno plateali con Gary Kemp - autore delle canzoni, che si è tenuto tutti i diritti - da una parte e il resto della band, rimasta a becco asciutto, dall'altra.

Sembrava impossibile rivederli insieme, almeno fino a 5 anni fa, quando è partita l'operazione nostalgia. Deposta l'ascia di guerra ("Non è più tempo di parlare dei nostri problemi, ormai siamo tornati insieme", dice Gary artefice anche del film-documentario "Souls Boys of the western World" che racconta la loro storia e che è stato presentato all'ultimo festival del cinema di Roma), gli Spands sono arrivati a Sanremo per promuovere il tour internazionale che toccherà anche l'Italia tra il 24 e il 30 marzo con tappe a Milano, Torino, Padova, Firenze, Roma, "un modo per connetterci con il nostro pubblico".

"A riguardare come eravamo allora - dice ancora Gary - sembra di vedere un film di guerra. Immagini lontanissime. Anche una testimonianza di come sono cambiati gli Spandau e di come sia cambiato il mondo". In canna hanno tre nuovi singoli, "siamo produttivi e sarebbe un peccato se non riuscissimo ad arrivare a un album nel giro di qualche mese. Ci sono vibrazioni positive", annunciano, spiegando anche che non hanno timore di rimanere confinati tra i ricordi dei quarantenni di oggi. "Impossibile non sentir parlare degli Spandau. I ragazzi ci conoscono e verranno a sentirci".

I live saranno una celebrazione del gruppo, ci sarà un po' tutta la produzione di Hadley & Co. "Alcune canzoni hanno avuto un grande significato per i nostri fan". L'ultima battuta, sollecita da una domanda, è per i giovani degli anni Ottanta, che uscivano perdenti dal confronto con i 5 inglesi nel cuore delle coetanee: "Sorry about that - dice Steve Norman -. Ma il lavoro duro, qualcuno lo deve pur fare".
(fonte: ansa)

mercoledì 11 febbraio 2015

TE LO DO IO SANREMO: LE PAGELLE DEGLI ALTRI BIG

Eccoci alla seconda serata di Sanremo. La seconda serie di Campioni è passata in rassegna e noi eravamo qui in prima linea, biro alla mano, per giudicare, in totale libertà.



NINA ZILLI: VOTO 6,5
Con quella voce (e quelle gambe) potrebbe anche cantare le pagine gialle e farebbe un figurone. La cnzone non è male, ma si regge troppo sull'interprete ed è come una bolla di sapone: dopo poco esplode e finisce l'illusione.

MARCO MASINI: VOTO 6
Forse una delle canzoni più mediocri che ha portatoa Sanremo. Il brano parte bene, ma prende strade tortuose e non cresce.

ANNA TATANGELO: VOTO 5.5
Ha il fisico e la voce, ma le canzoni sono sempre la solita robetta. La si ascolta e ci si concentre sulla qualità della voce, ma raramente su quello che canta.

RAF: VOTO 5.5
Con tutta la simpatia per il cantautore che fu, ormai da tempo ci fa dubitare sulle sue qualità vocali e le scelte artistiche. Il brano che porta al Festival è ben poca cosa. Siamo lontani da "Cosa resterà di questi anni '80"



IL VOLO: VOTO 8
Sono giovani, carini, bravi e con una voce da brivido. Il pezzo è da brivido, anche se un po' stereotipato. Meritano mesi di tournée all'estero e, forse, anche la vittoria a Sanremo

IRENE GRANDI: VOTO 7
Una proposta che spiazza: una canzone intimista, di grande spessore, affascinante. Forse manca la zampata vincente, ma resta comunque una proposta di classe.

LORENZO FRAGOLA: VOTO 5
Per salire su un palco non basta avere un bel faccino, bisogna anche saper cantare, saper usare la voce e, magari, anche conoscere le basi della dizione. Tutte cose che "il fragolino amoroso"  non ha pensato essere utili. A qualcuno magari piacerà anche così, a noi no!

BIAGGIO E MANDELLI: VOTO 5.5
I soliti idioti giocno a fare i Cochi e Renato degli anni Duemila. La prova sul palco è abbastanza convincente, ma il testo è ben poca cosa e presto ci si ritrova a rimpiangere i due veri Maestri  del cabaret.

BIANCA ATZEI: VOTO 8
Una di quelle voci che ti emozionano. La canzone sembra uscita dagli anni '60, ma dopo un primo stordilemento si ritrova la strada e ci si lascia trasportare dalla magia del brano.

MORENO: VOTO 7
Giovane, furbo, sfrontato. La voce non è un granché, ma il talento c'è e si vede. Il pezzo poi entra in testa facilmente. Sicuramente una delle scoperte di questo Sanremo.

martedì 10 febbraio 2015

TE LO DO IO SANREMO: LE NOSTRE PAGELLE

Sanremo fa discutere, arrabbiare e, qualche volta, sognare. E tutti alla fine ne parlano, anche quelli che non lo guardano. Con "Te lo do io Sanremo" vogliamo accompagnarvi alla scoperta delle canzoni di questa 65esima edizione del Festival.


CHIARA: VOTO 6.5
Bello il ritornello, bella l'interpretazione, ma la canzone manca di quell'originalità che le potrebbe garantire il grande salto.

GIANLUCA GRIGNANI: VOTO 6.5
Il testo c'è, il personaggio anche, ma la voce è la grande assente. La canzone promette ma non mantiene...

ALEX BRITTI: VOTO 5.5
Pezzo da grande chitarrista, si attende il graffio vocale di Britti, ma poi sembra che perda un po' l'orientamento. A qualcuno è piaciuta molto. A noi, no.

MALIKA AYANE: VOTO 7
Voce e presenza da grande artista, canzone elegante e promettente. Malika pero' decide di trattenere la voce e non libera la sua estensione, alla fine la canzone ne perde un po'

DEAR JACK: VOTO 6
Piaceranno di sicuro ai più giovani, ma a quelli che ancora pensan che un cantante debba avere una bella voce resta solo il ritmo. 

LARA FABIAN: VOTO 6.5
Effetto Dalida sul Festival. Come negli anni Sessanta all'Ariston sbarca la canzone con l'acccento francese. La canzone è pronta per un mercato internazionale, magari in inglese. Quello italiano ha lasciato indietro questo tipo di brani basati solo su gorgheggi. Ma la classe c'è e si vede.

NEK: VOTO 7.5
Un terremoto. C'è la musica, c'è l'interpretazione e c'è il personaggio. Grande canzone, che entra subito e sa tanto di vittoria...

DI MICHELE/COLUZZI: VOTO 5.5
Se Platinette aveva bisogno di una canzone-terapia, l'ha avuta. Grazia Di Michele ha aggiunto la sua classe vocale (un po' troppo alla Mannoia), ma alla fine la canzone non convince.

ANNALISA: VOTO 6
C'è la voce, il personaggio e la canzone e piacevole, ma il peccato originale è che sa di déjà vu ed è anche troppo in linea coi cliché sanremesi.

NESLI: VOTO 5
Quando esce ci si chiede "ma chi è?". Quando canta la domanda resta senza risposta. Ha coraggio, sa stare sul palco, ma a Sanremo ci sta come un cavolo a merenda

lunedì 9 febbraio 2015

TE LO DO IO SANREMO: I "TROMBATI" DEL FESTIVAL

Riecco "Te lo do io Sanremo", la nostra rubrica controtendenza che racconta le verità scomode dietro il sipario del Festival.


"Trombati" a Sanremo, eppure hanno fatto la storia della musica italiana: Vasco Rossi, Zucchero, Gino Paoli, Renato Zero, Ornella Vanoni, Elio e le Storie Tese, Patty Pravo, Enzo Jannacci, Fiorella Mannoia. Sono alcuni dei tanti divi della musica che, nel corso degli anni, hanno calcato il palco di Sanremo stringendo poi in mano solo un pugno di mosche. 

Come dimenticare il giovanissimo Vasco Rossi che canta «Vita spericolata» sotto i riflettori del Festival? Correva l’anno 1983 e il penultimo posto nella classifica finale lascia ancora oggi a bocca aperta. «Vita spericolata» sarebbe diventata uno dei classici della musica italiana e un manifesto per varie generazioni. Lo stesso anno il brano avrebbe raggiunto il sesto posto nella classifica dei 45 giri più venduti. Nella stessa edizione del Festival fece scalpore la performance offerta da Vasco agli spettatori dell’Ariston: all’attacco dell’ultimo ritornello il rocker saluta e abbandona il palco, lasciando il playback a terminare la canzone. Come dire, vi svelo tutto e subito.


Ma non è l’unico caso di talento non riconosciuto al Festival della canzone italiana. Altro caso eclatante fu Zucchero «Sugar» Fornaciari. Nel 1985 il suo fortunato singolo «Donne» non lo fu altrettanto nella città dei fiori. La canzone fu attaccata dalla critica e letteralmente ignorata dalle giurie. E la storia si ripete nel 1986. Zucchero partecipò per la quarta volta a Sanremo col brano «Canzone triste» e si piazzò alla ventunesima e penultima posizione. 


Discorso leggermente diverso spetta a Renato Zero che, seppur arrivato secondo al traguardo, deve a Sanremo una sorta di rinascita artistica. Nel 1991 partecipò per la prima volta al Festival con una canzone scritta per l’occasione da Mariella Nava, «Spalle al muro». La sua esibizione, così come il significato del brano, ricevettero un lunghissimo applauso con tutto il pubblico in piedi. Alla fine dovette inchinarsi a Riccardo Cocciante e alla sua «Se stiamo insieme» che vinse il primo premio. 

Stesso destino per artisti non certo di secondo piano come Patty Pravo o Elio e le Storie Tese. Su otto partecipazioni al Festival di Sanremo, Nicoletta Strambelli è arrivata sette volte in finale ma non ha mai avuto l’onore di tagliare il traguardo per prima. Anche lei si è dovuta accontentare di due premi della critica, vinti rispettivamente nell’84 e nel ’97 con «Per una bambola» e «...E dimmi che non vuoi morire».

E che dire di Elio e le Storie Tese? Anche la corazzata capitanata da Stefano Belisari ha sfiorato la vittoria proprio due anni fa con «La canzone mononota» che, però, ha dovuto alzare le mani contro la forza di Marco Mengoni. Senza contare "La terra dei cachi" in cui esibizione e canzone rappresentarono uno dei momenti più alti nella storia del Festival.
(fonte: il tempo)

VIA AL 65° FESTIVAL DI SANREMO

E' il momento più importante dell'anno per la tv e la canzone italiana. E' il momento del Festival. Da domani e fino a sabato. Come una volta, ma con meno poesia. Sanremo non è più lo stesso, la magia non è più la stessa. Solo la nostra nostalgia lo rende ancora interessante. Viva Sanremo...

sanremo-2015
Il Festival di Sanremo 2015 ricorderà Pino Mango e Pino Daniele. Ci sarà anche Enrico Ruggeri che invece interverrà per ricordare Giorgio Gaber, Giorgio Faletti e Enzo Jannacci, celebrando i 30 anni della Nazionale Cantanti.

Intanto, domani, nella prima serata del Festival si esibiranno solo dieci dei 20 big in gara (Annalisa, Malika Ayane, Alex Britti, Chiara, Dear Jack, Grazia Di Michele e Mauro Coruzzi, Lara Fabian, Gianluca Grignani, Nek, Nesli) . Il sistema di votazione sarà misto, cioè il televoto e la giuria Sala Stampa.
Gli ospiti della prima serata saranno Al Bano & RominaTiziano Ferro, gli Imagine Dragons.

Questo il programma della rassegna:

Martedì 10 febbrai si esibiranno solo dieci dei 20 big in gara e che il sistema di votazione sarà misto, cioè il televoto e la giuria Sala Stampa.
Mercoledì 11 Febbraio si esibiranno gli altri 10 big che verranno sottoposti ad un sistema di votazione misto, cioè il televoto e la giuria Sala Stampa.
Sul palco del Teatro Ariston inoltre debutteranno anche i primi quattro giovani delle Nuove Proposte, ma solo due verranno ammessi alla finale di venerdì 13.

Giovedì 12 Febbraio, la terza serata del Festival di Sanremo è quella delle cover, con cui i 20 big in gara renderanno omaggio alla canzone italiana esibendosi con un brano famoso. Come sempre alla fine della serata è prevista la premiazione della miglior interpretazione stabilita dal televoto e dalla sala stampa. Nel corso della terza serata inoltre si esibiranno anche gli altri quattro artisti in gara nella sezione Nuove Proposte e alla fine conosceremo i nomi dei quattro finalisti.
Venerdì 13 Febbraio sarà proclamato il vincitore della sezione Nuove Proposte di Sanremo 2015. Si esibiranno inoltre tutti i 20 big in gara e alla fine della serata verrà annunciata la prima classifica che determinerà l’esclusione dalla gara degli ultimi quattro cantanti.

Sabato 14 Febbraioserata finale, si esibiranno i big rimasti in gara che verranno votati attraverso il televoto, la giuria di esperti e la giuria demoscopica.
Alla fine verranno annunciati i tre finalisti che si esibiranno di nuovo e solo a fine serata si conoscerà il nome del vincitore di Sanremo 2015.

Interessante il “Dopo Festival” in versione esclusivamente web, che andrà in onda e in diretta dal Casinò di Sanremo, per un’ora su sanremo.rai.it . La conduzione è affidata a “la IENA” Sabrina Nobile e allo stand-up comedian Saverio Raimondo.


domenica 8 febbraio 2015

SUPERCLASSIFICA STORY, LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1975, 1985 E 1995

Eccoci arrivati all'appuntamento della domenica con Superclassifica Story, la rubrica che vi mostra quali erano le top ten di questa settimana 20, 30 e 40 anni fa.


TOP TEN DELL'8 FEBBRAIO 1975


  1. Un corpo e un'anima -Wess e Dori Ghezzi
  2. Sereno è - Drupi
  3. E la vita,la vita - Cochi e Renato
  4. Sugar baby love - The Rubettes
  5. Un'altra donna - I cugini di campagna
  6. Romance(Beethoven ' 74) - James Last
  7. Bellissima - Adriano Celentano
  8. Rock your baby - George McCrae
  9. Rumore - Raffaella Carrà
  10. Lu maritiello - Toni Santagata

TOP TEN DEL 9 FEBBRAIO 1985


  1. Do they know it' Christmas - Band Aid
  2. Never ending story - Limahl
  3. The Wild Boys - Duran Duran
  4. Careless Whisper - George Michael
  5. Last Christmas - Wham I Just Called To Say I Love You - Stevie Wonder
  6. I should have known better - Jim Diamond
  7. I Love Rockfeller - José Luis Moreno
  8. Ghostbusters - Ray Parker jr. Crilù - Heather Parisi
  9. Everything she wants - Wham
  10. The riddle - Nick Kershaw

TOP TEN DELL'11 FEBBRAIO 1995



1. Round and around - Ti.pi.cal
2. Lick it -20 Fingers 
3. All I need is love - Indiana
4. Meravigliosa creatura - Gianna Nannini
5. She is a river - Simple Minds
6. Spaceman- U.S.U.R.A 
7. Anybody anyway - Prezioso
8. Sure - Take That
9. Passion - Netzwerk
10. Another day - Whigfield



venerdì 6 febbraio 2015

TORNA IL PAP'OCCHIO CON QUASI UN'ORA DI SCENE INEDITE

Dopo 35 anni e un sequestro per "vilipendio della religione" torna il "Pap'occhio" di Renzo Arbore. Il film esce in divd , che contiene anche quasi un'ora di scene inedite più il documentario "Qile Pap'occhio di 30 anni fa".




Dopo 35 anni torna "Il Pap'occhio" di Renzo Arbore, film cult con Roberto Benigni, Diego Abatantuono, Isabella Rossellini, Luciano De Crescenzo e Mariangela Melato in dvd in una versione che include anche i tagli di montaggio e alcuni inediti sotto il titolo "Il resto del Pap'occhio".

Gli attori provenivano tutti dalla trasmissione di successo "L'altra domenica", andata in onda per tre stagioni dal '76 al '79 su Rai 2. La storia del film racconta di Renzo Arbore convocato dal Papa (Giovanni Paolo II, interpretato da Manfred Freyberger), dopo aver visto il suo celebre spot della birra, per organizzare Gaudium Magnum, uno show musicale per la tv vaticana con il quale avvicinare i giovani alla Chiesa. A mettere i bastoni tra le ruote è il cardinale Richelieu che prima boicotta lo spettacolo chiedendo ai parroci di mandare per i provini i fedeli più scadenti e poi corrompendo con trenta gettoni del telefono l'amico Roberto Benigni.



Il doppio Dvd contiene oltre al film del 1980 "Il resto del pap'occhio", 56 minuti inediti di scene tagliate del film e rimontate, commentate dallo stesso Arbore; altro bonus è il documentario "Qile Pap'occhio di 30 anni fa" con interviste.

giovedì 5 febbraio 2015

JIMMY SOMMERVILLE E T'PAU, DUE GRANDI RITORNI

Grandi ritorni in questo inizio di 2015. Stiamo parlando di Jimmy Sommerville e dei T'Pau, due colonne del sound degli anni '80 e '90, entrambi inuscita con un album di inediti. E di qualità!

jimmy
Jimmy Sommerville
 E’ sulla rampa di lancio il nuovo album firmato da Jimmy Somerville, la storica voce dei Bronski Beat.
Si intitola "Homage" e uscirà il 9 marzo: sarà il primo disco in 6 anni, il precedente album (Suddenly Last Summer) risale al 2009. "Homage" comprenderà alcuni brani già realizzati nei vari EP di Sommerville e altri brani inediti.


I brani sono nati durante le session con l’amico e produttore John Winfield. Sommerville si è detto molto soddisfatto di come si sono svolti i lavori sull’album in quanto è stato il primo dai tempi dei Communards su cui l’artista ha avuto il pieno controllo. Il cantante ha già annunciato che sarà un disco dance, un omaggio al sound che ascoltava da ragazzo e che ha segnato profondamente la sua carriera. 

Il nuovo album sarà disponibile sia su cd sia su vinile e, per promuoverlo adeguatamente, l’artista inglese sarà protagonista di un tour nel corso del 2015. 

Carol Decker
Un altro grande ritorno è quello dei T’Pau, a 25 anni dal loro ultimo album, con un nuovo disco, uscito a inizio febbraio, e un tour attraverso il Regno Unito. 

I due membri originali della band, Carol Decker e Ron Rogers, sono tornati a lavorare insieme per un album di inediti dopo i successi che portarono i  T’Pau ad essere nominati per 5 BPI’s (Brit Awards), 1 Ivor Novello Award per ‘China In Your Hand’ e per un premio ASCAP negli USA per ‘Heart & Soul’.’ In seguito Carol e Decker hanno preso strade professionali diverse pur restando amici e la rossa cantante nel 1997 realizzò con una nuova line-up dei T’Pau l’album  ‘Red’, che ottenne un buon successo di critica.

Ora però i tempi sono maturi per la vera reunion dei T’Pau con il nuovo album “Pleasure & Pain”, un disco di canzoni che parlano di essere sè stessi.  
 (fonte: spl80)

mercoledì 4 febbraio 2015

'SOPRASSEDIAMO', LA STORIA DI FRANCO E CICCIO

Franco e Ciccio, due miti indimenticabili. Non amati dalla critica, ma amatissimi dal pubblico. Proprio come successe a Totò. A raccontarli pensa la monografia di Gordiano Lupi intitolata "Soprassediamo".


Franco Franchi e Ciccio Ingrassia sono una delle più famose coppie del nostro cinema, dimenticate troppo in fretta e sottovalutate dalla critica cinematografica. Così per riequilibrare le cose, ci è voluta questa opera monstre firmata da Gordiano Lupi, "Soprassediamo! Franco & Ciccio Story" – Il cinema comico-parodistico di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, Ed. Il Foglio.

Franco e Ciccio, due attori amati dal pubblico, ma disprezzati dalla critica per via della loro comicità parodistica. Il duo, nel corso della lunga carriera, non si è dedicato alle parodie per seguire una moda e garantirsi ingaggi sicuri, ma perché è così, su questo particolare filone artistico, mai rinnegato, che si è formato. Senza dimenticare che il nostro cinema ha conosciuto il genere grazie ad artisti immortali come Totò, Macario, Raimondo Vianello, Ugo Tognazzi e Walter Chiari.



Ma la critica cinematografica non li ha mai compresi e non ha risparmiato cattive recensioni alle loro pellicole, definendo la loro comicità stupida e volgare. Non bisogna dimenticare che l’epoca di Franco e Ciccio è quella dell’impegno politico, ereditata dal neorealismo, periodo che ha riservato poco spazio a chi ha voluto essere artista, seppur comico, senza pretese di intellettualismo.

"Soprassediamo! Franco & Ciccio Story" si rivela un tomo importante, non solo per la quantità delle pagine, 530 in tutto, ma anche per l’attenzione e la cura nella realizzazione. Infatti non mancano le informazioni essenziali, dalla filmografia alle locandine d’epoca,  che accompagnano il corpo dominante dell’opera, cioè l’analisi appassionata e curiosa, film dopo film, propostaci da Lupi.

Questo libro è un vero e proprio atto d’amore che vuole tramandare la passione e la conoscenza per un certo cinema di genere alle nuove generazioni.
(fonte: futuro europa)

domenica 1 febbraio 2015

SUPERCLASSIFICA STORY: LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1975, 1985 E 1995

L'appuntamento da non mancare ogni domenica è su MitiCult. "Superclassifica story" vi presenta le top ten italiane della settimana 20, 30 e 40 anni fa.


TOP TEN DEL 1° FEBBRAIO 1975


  1. Un corpo e un'anima -Wess e Dori Ghezzi
  2. E la vita,la vita - Cochi e Renato
  3. Sereno è - Drupi
  4. Sugar baby love - The Rubettes
  5. Bellissima - Adriano Celentano
  6. Romance(Beethoven ' 74) - James Last
  7. Un'altra donna - I cugini di campagna
  8. Rock your baby - George McCrae
  9. Rumore - Raffaella Carrà
  10. Felicità tà tà - Raffaella Carrà

TOP TEN DEL 2 FEBBRAIO 1985


  1. Do they know it' Christmas - Band Aid
  2. Never ending story - Limahl 
  3. Careless Whisper - George Michael
  4. The Wild Boys - Duran Duran 
  5. I Just Called To Say I Love You - Stevie Wonder
  6. I should have known better - Jim Diamond
  7. Last Christmas - Wham
  8. Crilù - Heather Parisi
  9. I Love Rockfeller - Josè Luis Moreno 
  10. Ghostbusters - Ray Parker jr.

TOP TEN DEL 4 FEBBRAIO 1995



1. All I need is love - Indiana       
2. She is a river - Simple Minds             
3. Lick it -20 Fingers    
4. Meravigliosa creatura - Gianna Nannini  
5. Round and around - Ti.pi.cal     
6. Sure - Take That  
7. Il cerchio della vita - Spagna  
8. Hyper hyper - Scooter Strange love - Kina 
9. Sopportare - Z100 
10. Anybody anyway - Prezioso

venerdì 30 gennaio 2015

ADDIO A MAURIZIO ARCERI, LEADER DEI NEW DADA E DEI KRISMA

Una voce indimenticabile, uno stile unico, un artista vero. Se ne è andato Maurizio Arcieri, membro dei New Dada e poir dei Krisma in coppia con la compagna Cristina Moser. Un'altra grande perdita per la musica italiana.
La musica italiana piange Maurizio Arcieri, un artista poliedrico e visionario, passato dal gener beat dei New Dada al pop electropunk dei Krisma. Aveva 72 anni e combatteva una dura battaglia con la malattia, sempre con a fianco la sua compagna e musa, Christina Moser, come lui eccentrica e creativa, con cui aveva condiviso per decenni palco e vita privata. Abitava da alcuni anni a Castelveccana, tra le Prealpi e il lago Maggiore, ed è morto all'ospedale di Varese.
Cristina Moser e Maurizio Arcieri (da cui il nome del gruppo Kris-ma) avevano rappresentato l'avanguardia della musica italiana, forse non adeguatamente riconosciuta nel periodo della loro massima espressione tra il 1976 e i primi anni Ottanta
Arcieri era nato musicalmente nell'epoca beat con i New Dada, poi aveva consegnato alle classifiche brani come 'Cinque minuti e poi', presentato al Disco per l'estate del 1968, e 'L'amore è blu...ma ci sei tu!'. Nel curriculum - forte anche del suo appeal - anche la carriera di attore di fotoromanzi e il musicarello 'Quelli belli...siamo noi', del 1970.
Poi il sodalizio con Christina Moser gli fa cambiare registro. A Londra nel 1976 nascono i Krisma, protagonisti di brani cult della musica elettronica come 'Lola', 'Many kisses' e 'Black silk stocking', preceduti da un pezzo di tutt'altro genere, quasi sexymelodico, 'Amore', firmato con Vangelis e proposto al Festivalbar '76.
Negli anni Ottanta il duo si trasferisce a New York e realizza nuovi album, che però non ottengono lo stesso successo. Rientrati in Italia, lavorano per la Rai con programmi come 'Pubblimania' e 'Sat sat', sempre rivolti a nuove forme di comunicazione fondano il canale satellitare KrismaTv, collaborano nel 2002 con i Subsonica per un duetto in 'Nuova ossessione' e con Franco Battiato, due anni dopo, in 'Apparenza e realtà'. Nel 2009, poi, la presenza fissa nel cast di 'Chiambretti night'.
"E' morto il mio babbo musicale, il pioniere della musica elettronica italiana", lo ricorda su facebook Stefano Righi dei Righeira: "E' morto un uomo meraviglioso e non posso far altro che piangere". Anche Red Ronnie, al quale Arcieri consegnò un'originale versione di 'Be bop a lula' di Gene Vincent per il suo omonimo programma tv, ricorda 'il duo Krisma': "Erano sempre unici in quel loro vivere la coppia e il palco".
(fonte: ansa)