lunedì 22 giugno 2015

MORTA LAURA ANTONELLI

 E' morta a Ladispoli, vicino Roma, l'attrice Laura Antonelli. Secondo quanto si è appreso, a dare l'allarme stamattina intorno alle 8.30 è stata la donna delle pulizie che l'ha trovata per terra in casa.

Arrivati nell'abitazione gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

giovedì 4 giugno 2015

DODI BATTAGLIA PRENDE UNA PAUSA DAI POOH PER USCIRE CON UN NUOVO ALBUM

Un pezzo dei Pooh esce con un nuovo album. Dodi Battaglia ha presentato l'album "Dov'è andata la musica", in uscita questo venerdì. 



Esce questo venerdì 5 giugno "Dove è andata la musica", il secondo singolo estratto dall’omonimo album di Dodi Battaglia in collaborazione con Tommy Emmanuel (riconosciuto a livello mondiale come uno dei migliori chitarristi fingerstyle).

Battaglia è attualmente in tour in tutta Italia coi brani estratti dall'album e per un mese tra luglio e agosto sarà accompagnato sul palco da Emmanuel. "Ho scelto questo brano, al di là del fatto che dà il titolo all'album, perché nel testo c'è un doppio filo conduttore – racconta il chitarrista –. Uno è quello di due musicisti che raccontano secondo loro dov'è andata la musica, l’altro quello di una coppia che ha perso l'intimità... l'armonia appunto. Mi sembra uno dei brani che rispecchiano meglio l’anima rock di questo disco".

In occasione del suo compleanno, il primo di giugno, Dodi Battaglia ha voluto fare un’ulteriore sorpresa ai suoi fan. In quella data ha infatti annunciato l’uscita della sua biografia ufficiale, intitolata “Lo sai che da vivo sei meglio che in TV”, edito da TEA e in distribuzione in tutte le librerie d’Italia.

Dodi Battaglia
Come sta andando il tour?
Ho iniziato i concerti il giorno della Festa dei Lavoratori e continuerò fino a fine settembre. I live sono di due tipi: il primo si chiama Io e la mia storia in cui propongo i brani dell’ultimo disco, dei precedenti ed anche alcune hit della carriera musicale dei Pooh completamente riarrangiate; il secondo è Dov’è andata la musica e Tommy Emmanuel sarà con me sul palco.

Dopo quasi cinquant’anni di carriera hai ancora qualche timore o paura prima di salire sul palco?
Per uno che ha corso con le automobili come me sicuramente la paura è ben altro. Ovviamente provo delle forti emozioni ogni volta, ma nessun timore. Chi ce l’ha forse non è preparato davvero, anche se poi può sempre capitare qualche piccolo errore.

Tu e Tommy vi conoscete da tanti anni. Come mai avete deciso di collaborare solo oggi?
Hai detto bene, ci conosciamo da tanti anni. Circa quindici. Abbiamo collaborato già insieme ai Pooh e siamo rimasti amici, così quando ho avuto l’idea di questo progetto l’ho chiamato subito. Tommy riesce a catalizzare decine di migliaia di spettatori semplicemente suonando una chitarra acustica. E non è da tutti. E’ stata una grande occasione per entrambi ed una scommessa vinta.

Al giorno d’oggi i giovani hanno difficoltà a sfondare nel mondo della musica?
Escono tanti ragazzi bravi dalle scuole di musica ed anche dai talent show. Poi è vero che un artista come Tiziano Ferro non salta fuori mica tutti i giorni.

A proposito di talent show, hai mai pensato di diventare giudice di uno di questi programmi come il tuo collega Roby?
Non mi sono mai posto il problema, anche se probabilmente mio figlio Daniele (conduttore radiofonico, ndr) sarebbe felicissimo. La televisione non rispecchia pienamente il mondo della musica. Spesso i talent show non favoriscono chi partecipa, ma chi li realizza.

L’album è dedicato a Valerio Negrini. Qual è il ricordo più bello che hai di lui?
Beh, sono davvero tanti. E’ il componente dei Pooh con il quale ho condiviso più esperienze. Anche lui poi era di Bologna, quindi tornavamo spesso a casa insieme. Il ricordo più bello però è quando lui e gli altri ragazzi del gruppo sono venuti a sentirmi per la prima volta. Avevo quindici anni e mezzo. Un anno dopo poi mi hanno chiamato per sostituire il chitarrista uscente (Mario Goretti, ndr) e non ho mai dimenticato quell’incontro. Ho sempre avuto un senso di riconoscenza nei loro confronti perché hanno creduto in me.

E come ti sei trovato a realizzare per la prima volta dei brani senza il suo aiuto?
Ho iniziato a scrivere per esigenza. In realtà non era mia intenzione farlo, infatti la casa discografica mi ha proposto diversi nomi di autori brani che si sarebbero occupati delle canzoni. Alla fine però ho deciso di scrivere tutto di mio pugno, anche perché in questo modo ho potuto rappresentare al meglio le mie storie. Ho scoperto una maniera nuova di vivere la musica.

Anche in futuro continuerai come autore?
Ho avuto un feedback positivo da parte del pubblico, quindi non è escluso. Se dovessi avere altre ispirazioni, probabilmente scriverei altro. Al momento comunque continuo con il mio ruolo di cantante, chitarrista e compositore.

Il prossimo anno poi ci sarà la reunion dei Pooh.
Non la chiamerei proprio una reunion. Non so dare una definizione precisa. Ad oggi però ancora non posso rivelare i dettagli, perché tutte le informazioni verranno diffuse entro la fine di settembre, massimo gli inizi di ottobre. Anche per quanto riguarda la partecipazione di Riccardo Fogli e di Stefano D’Orazio si tratta solo di rumors.
(fonte: tgcom, velvetmusic)

mercoledì 13 maggio 2015

ESCE LA BIOGRAFIA DI MASSIMO CIAVARRO. VITA, CARRIERA E AMORI: DA ELEONORA GIORGI A MOANA POZZI


Tutto su Massimo Ciavarro, uno dei belli del cinema leggero italiano degli anni '80. La sua biografia esce in questi giorni e si parla di tutto, soprattutto dei suoi amori: da Moana Pozzi a Eleonora Giorgi.

Massimo Ciavarro, 57 anni
Massimo Ciavarro: "Ho avuto una storia con Moana Pozzi"
Massimo Ciavarro è uno degli attori simbolo della commedia leggera italiana degli anni '80. Nel gruppo, lui era il bello, idolo di ragazze e ragazzine. Oggi l'attore, 57 anni, ha scritto una autobiografia intitolata "La forza di cambiare" edita da Piemme. Il settimanale "Chi", in occasione dell'uscita, lo ha intervistato nel numero in edicola oggi.

Dalla morte del padre ("Avevo 14 anni quando mio padre morì"), al primo lavoro ("per un po' provai a fare il lavoro di papà al mattatoio del Testaccio, ma non era l'ambiente per me. Poi mi notarono alcuni fotografi e mi proposero di fare i fotoromanzi. A 18 anni guadagnavo 5 milioni al mese. Allora uno stipendio medio non arrivava al milione").



Nel libro Ciavarro parla anche dei suoi amori e della traumatizzante fine del suo matrimonio con Eleonora Giorgi conosciuta sul set del film "Sapore di mare 2 ": "Tredici anni insieme, di cui tre da sposati. Poi dall'oggi al domani lei se n'è andata. Avrà avuto anche le sue ragioni, ma di colpo ho perso tutto: l'amore, la moglie, un certo modo di essere padre per Paolo, nostro figlio, e anche per Andrea, il figlio di Eleonora e Angelo Rizzoli, che avevo praticamente cresciuto".

C'è spazio anche per la storia d'amore che, da giovane, ha avuto con Moana Pozzi, allora aspirante attrice. "Si è trattato di una cosa breve, ma di cui conservo un bellissimo ricordo. Moana era una ragazza con straordinari occhi verdi, timida, tranquilla, di sani principi. In seguito, diventata famosa, in un libro diede un voto ai suoi amanti. A me riservò un 6 perché quando avevamo fatto l'amore, non mi ero tolto i boxer"
(fonte: libero)

lunedì 11 maggio 2015

SUPERCLASSIFICA STORY, LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1975, 1985 E 1995

 A grande richiesta di numerosi amici di MitiCult, torna il nostro appuntamento della domenica con "Superclassifica Story", le classifiche della settimana 20, 30 e 40 anni fa. Ci scusiamo per l'assenza in queste ultime settimane. vi promettiamo di mantenere il contatto e di lanciare presto succose novità.


TOP TEN DEL 10 MAGGIO 1975

 
  1. Piange il telefono - Domenico Modugno
  2. You're the first, the last ..- Barry White
  3. El bimbo - Bimbo jet
  4. Aria - Dario Baldan Bembo
  5. Parlami d'amore Mariù -Mal
  6. Un'altra donna - I cugini di campagna
  7. Kung fu fighting - Carl Douglas
  8. Emanuelle - The Lovelets
  9. Doctor's orders - Carol Douglas
  10. Ci vuole un fiore - Sergio Endrigo
 
 TOP TEN DELL'11 MAGGIO 1985



1. We are the world - USA for Africa
2. Don't you (Forget about me) - Simple Minds
3. Volare - MusicaItalia per l'Etiopia
4. Shout - Tears for Fears
5. This is not America - David Bowie & Pat Metheny Group
6. You spin me round - Dead or Alive
7. Noi ragazzi di oggi - Luis Miguel
8. I'll fly for you - Spandau Ballet
9. Una storia importante - Eros Ramazzotti
10. Every time you go away - Paul Young


 TOP TEN DEL 13 MAGGIO 1995



1. Missing - Everything But The Girl
2. Baby baby - Corona
3. Be my lover - La Bouche
4. Dancing with an angel - Double You
5. Your loving arms - Billie Ray Martin
6. Feel it (in the air) - JT Company
7. Back for good - Take That
8. Fly away - Haddaway
9. Zombie - A.D.A.M. feat. Amy
10. I see you - General Base

sabato 9 maggio 2015

30 ANNI FA 'QUELLI DELLA NOTTE', COSI' LO RACCONTA RENZO ARBORE

Trent'anni fa andava in onda "Quelli della notte", uno degli ultimi programmi ad aver fatto la storia della televisione e ad aver creato dei personaggi. In seguito, forse, solo "Mai dire gol" è riuscito a bissare tali meriti. Oggi Renzo Arbore ne parla in questa intervista.

Renzo Arbore, mattatore di "Quelli della notte"
 «Temo che un programma come "Quelli della notte" non si possa più riproporre. Se trovassi altri improvvisatori come quelli che scovai trent’anni fa, forse un tentativo lo farei. - racconta Renzo Arbore- Ma oggi sono rari. I comici, pur bravissimi, sono abituati a lavorare sui copioni, ogni sketch è scritto. Noi andavamo in diretta inventandoci il tema un quarto d’ora prima della sigla. La nostra era una jam-session verbale. Un jazz di parole. Che avevo già sperimentato a "L’Altra Domenica", con geni come Benigni».

Arbore, lunedì andrà al Dipartimento di Scienze Sociali della Sapienza a raccontare agli studenti cosa fu quel fenomeno tv, che nel 1985 diventò virale senza bisogno di internet. Come lo spiegherà?
Con un pizzico di vanità, ricorderò che "Quelli della notte" è il secondo marchio più potente della storia della tv italiana, dopo "Lascia o raddoppia". Prima della nostra avventura, alle 23 la Rai mandava in onda il monoscopio, la gente andava a dormire. Noi, con il capostruttura Minoli e il mio autore Porcelli, inventammo la seconda serata. C’era chi metteva la sveglia per non perdersi la puntata: registrammo ascolti altissimi, e soprattutto gradimento. Ci fu affezione nei nostri confronti. Quando andavamo negli alberghi e ci affacciavamo, i ragazzi sotto strillavano come per i Beatles. E ovunque nel mondo ci fossero italiani, si diffusero i nostri tormentoni. Era una febbre nazionale. L’ambasciatore in Cina si fece mandare i VHS.

Non c’era nel mondo una trasmissione così.
Venne da me il produttore del format americano "Ok il prezzo è giusto" e mi chiese come rifare "Quelli della notte" in Usa. Gli dissi: "Prenda un texano, un newyorchese e un californiano e li metta in salotto". Mi rispose: "da noi nessuno improvvisa". Vero: non lo fa neanche Letterman. Non abbiamo lasciato epigoni allora, figurarsi oggi. I format devono stabilizzare gli ascolti, per non mettere paura agli inserzionisti. Solo con i grandi eventi si può sbilanciare lo share.



Non foste accusati di essere reazionari?
Al contrario, eravamo i beniamini degli intellettuali di sinistra. Eco ci invitò a Milano. Ci mettevamo ironia, con intelligenza, anche quando sparavamo facezie e banalità, come Catalano con le sue massime. Tipo: "È meglio sposare una donna giovane bella e ricca che una vecchia brutta e povera". Mischiavamo alto e basso. Non so quante copie in più D’Agostino, inventore dell’"edonismo reaganiano", fece vendere a Kundera con "L’insostenibile leggerezza dell’essere". Simona Marchini introdusse il gossip dei rotocalchi, mentre Pazzaglia, filosofo vero, impersonava il Ronchey finito in una congrega di cialtroni che non riusciva a parlare del "brodo primordiale".


Ma l’arabo Harmand di Andy Luotto vi creò problemi.
Neanche qui c’era satira, ma un omaggio ai nostri vicini del Mediterraneo. Gli arabi lo accettarono, ma alcune telefonate importanti partite dalla Giordania ci spinsero a rinunciare ad Harmand.

E quell’altra telefonata di Paolo Guzzanti finto Pertini...
Un colpo di teatro in diretta. Andammo in onda per un mese e mezzo, ma gli episodi sono rimasti nel cuore della gente. E le canzoni: nei miei concerti, a grande richiesta, eseguo sempre "Ma la notte no" e "Il materasso". Perché era un periodo irripetibile, tornavamo tutti a divertirci. Se volete rivederli, estratti di "Quelli della Notte" sono in "vetrina" sul mio sito Renzoarborechannel.tv. Chissà che effetto faranno agli studenti alle prese con la storia della televisione. Di certo, quel programma fu un caso unico. E felice.
(fonte: il tempo, di stefano mannucci)

venerdì 10 aprile 2015

SALVATE TWIN PEAKS, APPELLO PRO DAVID LYNCH DA PARTE DEGLI ATTORI DELLA SERIE

La terza stagione di "Twin Peaks" è a rischio. Il regista David Lynch ha gettato la spugna dopo gravi disaccordi con la produzione. Intanto i suoi attori hanno realizzato un video per sostenere il padre della serie.




Gli attori di "Twin Peaks" si schierano dalla parte di David Lynch nella querelle relativa alla terza stagione del telefilm cult. I protagonisti della serie originale hanno realizzato un video amatoriale, comparso sulla fanpage e riportato sul relativo sito Welcome to Twin Peaks, per ribadire come, senza David Lynch, il telefilm non sarebbe più lo stesso. 
Vi hanno preso parte Sheryl Lee, Dana Ashbrook, Sherilyn Fenn, Madchen Amick, Grace Zabriskie e altri interpreti, più la figlia dello stesso regista Jennifer Lynch, già autrice del libro "Il diario di Laura Palmer". 
Nei giorni scorsi, infatti, Lynch, che era creatore della serie insieme allo scrittore Mark Frost, aveva dichiarato di non aver trovato un accordo con Showtime per la realizzazione: il mancato accordo, che appariva di tipo economico, in realtà nascondeva un dilemma di tipo creativo. In altre parole, senza un budget che Lynch riteneva adeguato, la terza stagione non avrebbe potuto essere come lui l'avrebbe desiderata.
«Twin Peaks senza David Lynch è come una ragazza senza un segreto - si ascolta nel video - come un cane che non abbaia, come occhi senza ciglia, come una cameriera senza uniforme, come una torta senza ciliegie, come una stazione di polizia senza ciambelle».
(fonte: il giornale)

"MAURIZIO COSTANZO SHOW", RIPARTE LA STORIA DEGLI ITALIANI IN TELEVISIONE

Torna un pezzo di storia della tv: da domenica, su Retequattro, riparte il "Maurizio Costanzo Show", la trasmissione che ha accompagnato la storia d'Italia per 27 anni.
Maurizio Costanzo, 78 anni
Domenica, 12 aprile alle ore 21.20 su Retequattro primo appuntamento con il ritorno del "Maurizio Costanzo Show". Dagli studi de Paolis in Roma, accompagnati da una piccola orchestra musicale, sul palco 11 comode poltrone per 11 grandi ospiti: Maria De Filippi, Mara Venier, Sabrina Ferilli e il suo papà Giuliano, Erminia Manfredi, Morena Zapparoli, Marina Donato, Enzo Iacchetti, Rocco e Rosa Siffredi e Marina La Rosa.
Lo show avrà inizio con la storica sigla, quella ufficiale "Se penso a te", pezzo scritto da Franco Bracardi. Alla parola "sipario" si aprirà la scena e avrà così inizio il nuovo corso dello storico programma che ha appassionato i telespettatori per ben 27 anni
Il programma, nato nel 1982 al Teatro Parioli di Roma (per un breve periodo, al Teatro Manzoni di Milano), ideato da Alberto Silvestri e da Maurizio Costanzo e condotto da quest'ultimo, ha raccontato 27 anni di storia d'Italia (fino al 2009), in 4.391 puntate, 8.100 ore di trasmissione, con oltre 32.000 ospiti, scelti tra nomi noti dello spettacolo, della cultura e della politica italiana, premi Nobel, musicisti, scrittori, ma anche gente comune, messi a confronto sul palco con esiti spesso interessanti ed imprevedibili. Sono molti gli ospiti dello show che Costanzo ha consacrato in tv o contribuito a lanciare.

Tra questi: Francesco Baccini, Lello Arena, Enrico Brignano, Gioele Dix, Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Lorenzo Jovanotti, Dario Vergassola, David Riondino, Claudio Bisio, Daniele Luttazzi, Alessandro Bergonzoni, Nik Novecento, Valerio Mastandrea, Afef Jnifen, Ricky Memphis, Platinette, Giampiero Mughini, Vittorio Sgarbi e Willy Pasini. "Darò spazio al tema della famiglia, il legame più antico. Mi sembra che da un po' di tempo la famiglia sia stata messa da parte nel panorama mediatico – ha detto Costanzoeppure è sempre stata lo sfondo prediletto della grande stagione della commedia all'italiana".
(fonte: tgcom)

giovedì 9 aprile 2015

OMAGGIO DANZANTE "A TRE CUORI IN AFFITTO" DI SUZANNE SOMER

Suzanne Somer, l'indimenticata Chrissy Snow di "Tre cuori in affitto", ha reso un omaggio al suo ex compagno della serie, John Ritter, scomparso nel 2003, nel corso di una puntata di "Dancing with the stars".

Suzanne Somers, la "Bionda per papà" della popolare sitcom, ha omaggiato il suo co-protagonista di "Tre cuori in affitto"John Ritter, con una performance di ballo a "Dancing with the stars". L'attrice, ancora in splendida forma nonostante i suoi 68 anni, ha ricordato il collega scomparso nel 2003 a soli 54 anni, ricreando una scena della serie tv che aveva reso famosi entrambi tra la fine degli Anni Settanta e l'inizio degli Anni Ottanta.
La Somers ha rivestito i panni del suo personaggio, la svampita Chrissy Snow, e ha riproposto una gag della sitcom con il partner di ballo Tony Dovolani, che ha invece interpretato Jack Tripper, il personaggio che fu di Ritter. La coppia si è poi esibita in un fox-trot, in cui l'attrice ha mostrato gambe toniche e una forma invidiabile per una donna della sua età. 
Il ricordo della Somers ha commosso il pubblico del programma e la stessa attrice è apparsa molto emozionata, tanto da pubblicare su Instagram anche una foto insieme all'attore scomparso. "Un comico leggendario e anche un caro amico. Ti voglio bene, John", ha scritto la Somers nel messaggio sul web.

"Tre cuori in affitto"
 andò in onda per otto stagioni, dal 1977 al 1984, sulla ABC. In Italia fu trasmesso per la prima volta nel 1984 da Rete 4. La sitcom raccontava le vicende di tre giovani coinquilini ed ebbe enorme successo. L'altra protagonista della serie, insieme a Suzanne Somers e a John Ritter, era l'attrice Joyce DeWitt.
(fonte: tgcom)

SIGNORE E SIGNORI RIECCO IL "MAPPETS SHOW"

Torna sugli schermi uno degli spettacoli più amati al mondo: signore e signori, riecco a voiiiii il "Muppets show". Grazie alla Abc, la rana Kermit ritroverà miss Piggy e gli altri indimenticabili protagonisti della saga, che al cinema non ha mai smesso di divertire grandi e piccini. 
Muppets nuovamente in tv! La rete statunitense Abc ha dato il via libera per il reboot del "The Muppet Show". Non si conosce ancora né la trama e tanto meno i dettagli del nuovo progetto, che sarà curato, tra gli altri, da Bill Prady, già co-ideatore della serie tv"The Big Bang Theory"
Bill Prady parteciperà in qualità di produttore esecutivo e co-sceneggiatore, ruolo nel quale sarà coadiuvato dal collega Bob Kushell. Prady ha alle spalle una lunga storia da sceneggiatore dei Muppets, che include la serie tv del 1989 "The Jim Henson Hour", il film "Muppet Classic Theater" e alcune storie speciali con i pupazzi protagonisti. 
La serie originale de "The Muppet Show" fu trasmessa negli Stati Uniti dal 1976 al 1981. La Abc ha già mandato in onda le storie della rana Kermit, di Miss Piggy e degli altri Muppets nel 1996, quando propose il "Muppet Tonight", show del quale furono prodotti solo dieci episodi.
(fonte: tgcom)

mercoledì 8 aprile 2015

ADDIO A JAMES BEST, LO SCERIFFO ROSCO COLTRANE DI "HAZZARD"

Addio sceriffo "Piiii" Coltrane. Ora Bo e Luke Duke non si prenderanno più gioco di te, anzi piangono con i tuoi fan, perché hanno perso un amico. Poco importa che dietro quella maschera ci fosse un caratterista di grande talento e professione come James Best. In tutto il mondo resterà per tutti lo sceriffo un po' goffo e tanto simpatico che era uno dei protagonisti della serie "Hazzard". 
Lo sceriffo Rosco P. Coltrane
Lo sceriffo Rosco P. Coltrane della serie tv “Hazzard” ci ha lasciati. James Best, l'attore reso celebre dal personaggio del telefilm andato in onda dal 1979 al 1985, è morto all'età di 88 anni in seguito a complicazioni legate a una recente polmonite. Best era ricoverato da settimane in una clinica di Charlotte in Nord Carolina. Nella sua lunga carriera, numerosi film, diverse serie tv e l'esperienza da insegnante di recitazione.
Resterà nella memoria dei più come il Rosco Pervis Coltrane di "Hazzard", lo sceriffo buffo e ingenuo, spesso sbeffeggiato dai cugini Bo e Luke Duke
John Schneider, che recitò il ruolo di Bo Duke nella serie, lo ricorda così: “In un solo pomeriggio ho imparato da Jimmie Best di più sulla recitazione di fronte alla macchina da presa di quanto chiunque altro abbia fatto in un anno”. “Quando gli chiedevano di piangere in scena, diceva: ‘Sicuro, da quale occhio?'”, ha aggiunto Schneider.

James Best è stato un attore molto prolifico. Nella sua carriera, iniziata nel 1950, si contano decine e decine di film, ma anche altre serie televisive come BonanzaL'incredibile HulkPerry Mason e innumerevoli apparizioni. 
Best, apparso in centinaia di film e puntate di serie televisive nei suoi oltre 60 anni di carriera, divenne attore dopo la Seconda guerra mondiale e lavorò subito con mostri sacri del calibro di Paul NewmanHumphrey Bogart e Jimmy Stewart. In seguito fondò una scuola di recitazione a Los Angeles, fra i cui studenti spiccano Clint EastwoodQuentin Tarantino e Burt Reynolds.
Il vero nome di James Best era Jules Guy, ma fu cambiato dopo l'adozione da parte dei coniugi Armen ed Essa Best, che si presero cura di lui, dopo la morte della madre naturale, avvenuta quando l'attore aveva solo 3 anni. Best combatté la seconda guerra mondiale come bombardiere e si sposò tre volte. Ritiratosi dalle scene, insegnò all'Università della Florida e a quella di Oxford, in Mississippi.

giovedì 2 aprile 2015

DEF LEPPARD: NUOVO ALBUM E TOUR MONDIALE

Giganti dell'hard rock, i Def Leppard sono una band da 100 milioni di dischi venduti. E ancora tanti ne venderanno, visto che sono di nuovo sulla strada con un nuovo album e un nuovo tour.
Leggenda del rock e dell’heavy metal, i Def Leppard, sono sulle scene musicali da quasi 40 anni ma continuano ad essere uno dei più importanti gruppi esistenti, con 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
In attesa dell’uscita del nuovo album previsto per il 2015, la band britannica, capitanata di Joe Elliott, si prepara a un tour mondiale. Cavalcando ancora successi come Pyromania del 1983 e Hysteria del 1987.
“L’età non è poi così importante. L’abbiamo imparato con il tempo. Là fuori ci sono ancora musicisti come Paul McCartney, ci sono i Rolling Stones, gli Aerosmith, AC/DC, Elton John. Band che sono nate alla fine degli anni ’70 e che ancora oggi riempiono gli stadi. Nessuno ha intenzione di ritirarsi dalle scene, di farsi da parte. Certo c‘è una certa competizione con i nuovi gruppi, con le nuvove generazioni”, racconta Elliott
La storia dei Def Leppard è stata costellata da successi ed eccessi. Come l’abuso di alcol e droga. Nel 1991 il chitarrista della band Steve Clark fu trovato morto a causa di un mix letale di stupefacenti. Una vita all’insegna di sesso, droga e roll ‘n’ roll.
“Per me la cosa più importante è cantare e farlo al meglio. Il modo migliore è non dare mai nulla per scontato ma anche non uniformarmi al sistema. Ecco tutto” – prosegue Elliott“Alla fine della giornata pensavo sempre: sesso, un pò di droga e il rock & roll, erano le cose principali che servivano”.
Il tour dei Def Leppard prenderà il via il 15 aprile. Tappe in Canada e in tutta Europa. 
(fonte: euronews)

domenica 29 marzo 2015

SUPERCLASSIFICA STORY, LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1975, 1985 E 1995

A rieccoci.... Vi siamo mancati? Speriamo di si! Scusate il ritardo, abbiamo avuto bisogno di una pausa per affrontare un passaggio un po' complicato. Ma siamo tornati, e questo è quello che conta. Ecco il nostro appuntamento con le top ten della settimana 20, 30 e 40 anni fa.


TOP TEN DEL 29 MARZO 1975


  1. Un'altra donna - I cugini di campagna
  2. Un corpo e un'anima -Wess e Dori Ghezzi
  3. Kung fu fighting - Carl Douglas
  4. You're the first, the last - Barry White
  5. Emanuelle - The Lovelets
  6. Sereno è - Drupi
  7. Lu maritiello - Toni Santagata
  8. El bimbo - Bimbo jet
  9. Romance (Beethoven ' 74) - James Last
  10. Ci vuole un fiore - Sergio Endrigo

TOP TEN DEL 30 MARZO 1985


1. Una storia importante - Eros Ramazzotti
2. Noi ragazzi di oggi - Luis Miguel
3. Shout - Tears for Fears
4. We are the world - USA for Africa
5. The power of love - Frankie Goes to Hollywood
6. Sorrisi - New Glory
7. The wild boys - Duran Duran
8. I'll fly for you - Spandau Ballet
9. When the rain begins to fall - Jermaine Jackson & Pia Zadora
10. One Night in Bangkok - Murray Head


TOP TEN DEL 25 MARZO 1995


1. Your loving arms - Billie Ray Martin
2. Believe - Elton John
3. Be my lover - La Bouche
4. Baby baby - Corona
5. No more "I love you's" - Annie Lennox
6. Lick it - 20 Fingers
7. Gente come noi - Ivana Spagna
8. Bedtime story - Madonna
9. Senza averti qui - 883
10. Move your ass - Scooter

venerdì 13 marzo 2015

LA LOCATION DI "DIRTY DANCING" E' UN CUMULO DI MACERIE

Che cosa resta della residenza di "Dirty Dancing" dove Johnny e Baby si lasciavano andare alle loro "danze proibite"? Cade a pezzi, e nel disenteresse più totale.



C’era una volta la Borscht Belt, un insieme di alberghi esclusivi costruiti nella zona nord dello Stato di New York. I resort punteggiavano le montagne Catskill. Le famiglie trascorrevano le loro giornate estive nuotando nelle piscine e a ballare nei locali fino a tarda notte.




Tutti conosciamo le Catskill anche se magari in quel posto non ci siamo mai stati. Molti hanno visitato quel luogo, con l’immaginazione tutti quelli che hanno visto almeno una volta “Dirty Dancing”, il film del 1987 con Patrick Swayze e Jennifer Grey.
Ora la Borscht Belt e quell’albergo non esistono più. La sala dove Johnny Castle e Frances “Baby” Houseman ballavano i loro passi “proibiti” ora non è altro che un mucchio di macerie.


Le stanze, la hall, la piscine: sta tutto sparendo sotto la vegetazione. Quel luogo di vacanza è scomparso. Le stanze che fecero da location ad uno degli amori più famosi del grande schermo ora è solo un altro ricordo.
(fonte: la stampa)

giovedì 5 marzo 2015

ORNELLA MUTI: VI RACCONTO I MIEI 60 ANNI

Pensare che Ornella Muti sta per compiere 60 anni è esercizio difficile per tutti i suoi fan. La musa del cinema italiano e sogno di milioni di fan è ancora una bellissima donna e attrice sempre impegnatissima, sopratuuto all'estero.


Ornella Muti per anni è stata il volto del cinema italiano, dove ha debuttato a soli 14 anni; una rivista americana l'ha incoronata qualche anno fa l'attrice di film di fantascienza più bella di ogni tempo (per "Flash Gordon" di Mike Hodges era la Principessa Aura, figlia di Max von Sydow); ma è finita anche sulla copertina di Time e a soli 28 anni ha calcato il palco più ambito di Hollywood per consegnare l'Oscar al miglior film straniero. Nella sua carriera ha girato quasi 200 pellicole
Francesca Romana Rivelli, in arte Ornella Muti, spegne 60 candeline il 9 marzo, ma il tempo con lei, nonostante una vita come le montagne russe, è stato particolarmente generoso: dimostra molti anni di meno.

Nemmeno la carriera professionale sembra arrestarsi: torna nei prossimi giorni sul set in un horror spagnolo diretto da Fran Kapilla. Ha appena terminato le riprese da protagonista di "Checkmate" ("Scacco matto"), film inglese del regista Jason Bradbury, al suo fianco Sian Phillips (vincitrice di un Golden Globe) e Achlam Nieober. Nel film Muti interpreta una strega che giocando una partita a scacchi con la sorella deciderà le sorti e la vita di una coppia di innamorati. 
Tra i progetti futuri un film in Argentina al fianco di John Malkovich (con cui aveva già recitato nel 2001 in "Hotel" ndr). Insomma se nel suo paese lavora poco, a livello internazionale, dove ha calcato i set di mezzo mondo per Ornella Muti si può parlare di una nuova rinascita.
    Le cronache italiane invece sono tornate a occuparsi di lei per una vicenda che risale al 2010, passata nei giorni scorsi a sentenza (è stata condannata per i reati di truffa e induzione al falso): l'attrice, che avrebbe dovuto recitare da protagonista nell''Ebreo', presentò un certificato che attestava una laringotracheite e lo spettacolo, previsto il 10 dicembre di quell'anno al Teatro Comunale Verdi di Pordenone, non andò in scena. Ma negli stessi giorni apparve ad un cena in Russia accanto al presidente Putin. "Sono completamente scioccata da questa sentenza, sono stata quasi 5 anni fa in Russia per un evento di beneficenza. All'epoca ho avuto un problema di abbassamento di voce che non mi ha permesso di recitare e mi ero resa disponibile a recuperare lo spettacolo. Io non ho mai preso 25000 euro di anticipo visto che il contratto non era a mio nome non ne conoscevo affatto il contenuto", ha spiegato.
   Nata il 9 marzo del 1955, Ornella Muti impara presto a convivere con due culture: quella del padre, un giornalista napoletano, e quella della mamma, una scultrice estone, che conserva la nostalgia della sua terra. Gli occhi blu cobalto e il volto di porcellana, la fanno diventare subito una diva quando esordisce nel cinema a 14 anni con "La moglie più bella" (1970) di Damiano Damiani che le suggerisce quel nome d'arte che diventerà un marchio di fabbrica. 
L'incontro professionalmente più importante nel 1974, l'anno di "Romanzo popolare" di Mario Monicelli, con Ugo Tognazzi. E se nel corso della sua carriera transiterà per Hollywood, passando dalle astronavi di Flash Gordon ai costumi dell'Odette di Marcel Proust in "Un amore di Swann" insieme a Jeremy Irons, Fanny Ardant, Alain Delon, le sue prove più significative resteranno quelle con i registi italiani, Marco Ferreri in primo luogo. Con "L'ultima donna" e "Storie d'ordinaria follia", ha modo di affrontare due ruoli intensi, fino all'ultimo film girato con il regista, "Il futuro è donna" (1984). 

E ancora "Come una rosa al naso" di Franco Rossi, con Vittorio Gassman; "La stanza del vescovo" e "Primo amore", entrambi di Dino Risi, nuovamente con Ugo Tognazzi; "I nuovi mostri" di Monicelli-Risi-Scola, candidato al Premio Oscar quale Miglior film straniero nel 1978.
  Nel 1982 viene scelta come madrina per consegnare A Los Angeles l'Oscar (di una bellezza sconvolgente, aveva 28 anni) al miglior film straniero vinto dalla pellicola "Mephisto" di István Szabó con protagonista Klaus Maria Brandauer: è lei ad aprire la busta e ad annunciare in inglese il vincitore.
Tra le ultime prove un cammeo nel film di Woody Allen "To Rome with love" (2012). Nella vita è sempre stata una mamma chioccia. Tre figlie, Naike Rivelli, Andrea e Carolina (figli dell'ex marito Federico Facchinetti). Due nipoti, Akash e Alessandro. Naike ha inciso anche un disco, ma si fa più che altro notare per la sua mania di pubblicare su social selfie bollenti, ma Ornella non dà peso.
Tra i suoi film "Il bisbetico domato" e "Innamorato pazzo" (con Adriano Celentano con cui si narra l'attrice abbia avuto un flirt); "Tutta colpa del Paradiso" (Francesco Nuti), "Io e mia sorella" (Carlo Verdone, Nastro d'argento come miglior attrice protagonista), il regista la dirige anche in "Stasera a casa di Alice"; "Codice privato" (Maselli, ancora Nastro). Muti ha recitato anche al fianco di Sylvester Stallone (in Oscar - Un fidanzato per due figlie), è stata diretta da Francesco Rosi in "Cronaca di una morte annunciata" con Rupert Everett e ancora nel "Frullo del passero" con Philippe Noiret. 

E' stata protagonista dell'episodio 'La domenica specialmente' di Giuseppe Bertolucci. Ma anche tanta tv tra cui Il conte di Montecristo con Gerard Depardieu; con Christian De Sica il fortunato telefilm "Lo zio d'America"; "Domani" (2001) di Francesca Archibugi. Il regista cileno Miguel Littin di Terra del fuoco (2000) la trasporta nella Patagonia per raccontare lo sterminio degli indios e le avventure dei cercatori d'oro. Ha recitato anche in tre film di Peter Greenaway. Nel 2005 è madre e nonna glaciale in "Ingannevole è il cuore più di ogni cosa" di Asia Argento, tratto dal duro romanzo di J.T. Leroy. 
(fonte: ansa)

lunedì 2 marzo 2015

ADDIO A TALUS TAYLOR, IL CREATORE DI BARBAPAPA'

Addio al papà di... Barbapapà. Talus Taylor è morto a Parigi all'età di 82 anni. Lascia orfana tutta la Barba famiglia e i milioni di fans dei personaggi gommosi.


«Resta di stucco è un barbatrucco»: tutti i bambini conoscono la frase cult di Barbapapà. Il “papà” di quel personaggio morbidoso, gommoso e duttile con la sua numerosa colorata famiglia di Barbamamma e ben sette Barbottini, è scomparso, a Parigi all’età di 82 anni.

Talus Taylor, artista statunitense di origine irlandese, da sempre residente a Parigi, è stato uno dei fumettisti più noti e allo stesso tempo più riservati. Nato a San Francisco, con un passato giovanile classicamente hippy, era noto per la proverbiale maniacalità nel suo lavoro al punto che non diede l’autorizzazione anni fa a una serie animata giapponese pronta su Barbapapà perché «non all’altezza», dando solo successivamente il permesso.

La nascita del personaggio fu nel pieno del Maggio francese, ma di politico quella storia ha ben poco. «Ero un giovane insegnante di matematica e Annette - aveva raccontato in un’intervista l’artista - era una studentessa di architettura alla Sorbona. In quel bistrot francese, mentre gli studenti parlavano di filosofia e rivoluzione, io cercavo di conquistare Annette e cominciai a fare disegni semplici sulla tovaglia. È nato così il personaggio e anche il mio matrimonio».

Il mondo di Barbapapà dopo 45 anni continua ad affascinare: semplice e coccoloso, con una vocazione ambientalista quanto mai d’attualità. La serie a fumetti, firmata da Annette Tison e Talus Taylor, fu pubblicata in Francia a partire dal ’70, edita in tutto il mondo in 30 lingue (in Italia da Mondadori). Ha dato vita ad un film e a varie serie televisive ancora oggi molto amate.

«Siamo riusciti a toccare il cuore dei bambini negli anni ’70 e poi negli ’80, ora quei bimbi sono genitori e con i loro figli continuano a seguirci. Abbiamo grande senso di responsabilità nei loro confronti. Barbapapà comunica infatti un senso della famiglia che tranne l’eccezione dei Simpsons non è mai compreso nei cartoni animati. I Barbapapà - raccontò citando i risultati di varie ricerche scolastiche a proposito - sono amati dai figli di genitori separati proprio perché comunicano il senso di famiglia, per di più numerosa».
(fonte. la stampa)