giovedì 23 luglio 2015

10 ANNI FA CI LASCIAVA IL COMANDANTE STRAKER DELLA SHADO


Il comandante Straker della base SHADO, ci ha lasciati da ormai dieci anni. Sull'edizione odierna del Corriere della sera, un bel ricordo dell'attore Ed Bishop, protagonista della serie "UFO"
Ed Bishop, a destra

SE siete stati appassionati di alieni, allora vi sarebbe certamente piaciuto incontrare Ed Bishop,  l’attore, morto nel 2005, che ha interpretato il comandante Straker, nella serie televisiva "UFO". Il comandante dirigeva una base militare, molto segreta, la S.H.A.D.O, occultata nei sotterranei di una casa di produzione cinematografica. Scopo dell’organizzazione? Combattere gli alieni che cercavano di conquistare il nostro pianeta. 

Straker era un tipo testardo, freddo e distaccato, insomma appariva insensibile, ma aveva perso suo figlio a causa di un attacco Ufo. Era riuscito a convincere chi di dovere dell’esistenza degli ufo e della assoluta necessità di combatterli (e senza creare panico tra la popolazione) mostrando alcune immagini amatoriali. 
 
Straker, inoltre, sembrava un alieno, caschetto biondo (che nei primi passaggi in Rai , nel 1970 non si poteva vedere, la tv era in bianco e nero, ma poi io avrei collezionato le figurine della serie), pochi sentimenti espressi e tuttavia non c’erano dubbi: era l’uomo che ci proteggeva dagli invasori
A lui avremmo potuto chiedere per esempio: come fanno a produrre quell’inquietante sibilo (attraverso i primi sintetizzatori); oppure: ma è vero che c’erano riferimenti agli acidi? (all’Lsd). 
 
 
Sono intanto uscite le sceneggiature originali e alcune puntate sono state rimontate, quindi molti dubbi sono stati chiariti, per esempio, nell’episodio «Il gatto con dieci vite» viene esaminato un alieno e si scopre che il suo corpo è completamente umano: quindi forse gli alieni potrebbero essere entità incorporee, spiriti, fantasmi, che utilizzano i nostri organi materiali per prolungare la vita.
 
Gli avremmo potuto chiedere se secondo lui, fatto salvo il suo ruolo di comandante che si batte contro gli alieni, credeva alla vita oltre il nostro sistema solare.  In fondo, per molti di noi, lui è il personaggio televisivo che ha influenzato la curiosità infantile verso l’ignoto, e magari una risposta ce la dava. Anche semplice, distaccata, magari niente: una risposta silenziosa.
(fonte: corriere della sera)

giovedì 16 luglio 2015

EARTH WIND AND FIRE E CHICAGO IN TOUR

Anche l'estate 2015 sarà all'insegna del revival di lusso. Earth Wind and Fire e Chicago hanno lanciato  un tour insieme. Da sole le due band stentavano a radunare grandi folle, ma unite il successo sarà scontato: è l'evento musicale dell'anno per gli over 40.

Earth, Wind and Fire 2015
CHICAGO e Earth Wind & Fire, due dei più importanti gruppi della musica anni '70 e '80,  in tournée insieme. Il tour di ben 26 date è iniziato al Pavillion di Concord, California e sta facendo la felicità di chi è stato fan dell'una o dell'altra formazione. Le due band non solo avranno dei momenti nei quali suoneranno sole ma, mai successo prima, delle canzoni dove saranno insieme riarrangiando i successi dell'una o dell'altra formazione. 

«Tutte e due le nostre formazioni - ha dichiarato Lee Loughanne, trombettista dei Chicago - hanno delle sezioni fiati eccezionali e siamo sempre stati affascinati da come certe canzoni avrebbero potuto funzionare insieme. Ora e grazie a questo tour, quei desideri sono diventati realtà e siamo felici di poter regalare al pubblico americano queste nuove vibrazioni».
I Chicago
 Con la grande crisi del disco che attanaglia il mercato mondiale ormai gli artisti hanno delegato all'attività live il 100% della loro concentrazione. Le grandi aziende dell'entertaining che si occupano di gestire le tournée delle superstar in giro per il mondo si stanno già attrezzando e chissà quanti e quali saranno i grandi nomi che decideranno di dividere lo stesso palco.  (fonte: la stampa)


mercoledì 15 luglio 2015

E SONO 75: TANTI AUGURI RENATO POZZETTO

Tanti auguri Renato, eterno ragazzo della risata. Il 14 luglio Pozzetto ha varcato la soglia dei 75 anni, ma nella mente dei suoi tanti fan resta sempre un "ragazzo di campagna".
Renato Pozzetto
Renato Pozzetto ha compiuto 75 anni. Attore e sceneggiatore, cantante, Pozzetto ha segnato quasi 50 anni di comicità in Italia. Nella sua carriera ha all'attivo più di 60 film, di cui 5 da regista. Deve la sua fortuna al sodalizio con Cochi Ponzoni con cui nel 1968 debutta in tv nel programma "Quelli della domenica" nel duo Cochi e Renato. Negli anni ottanta si impone come big della commedia italiana grazie ai film campioni d'incassi come: "La casa stregata", "Un povero ricco", "Lui è peggio di me", "Il ragazzo di campagna" e "E' arrivato mio fratello". Negli anni novanta è protagonista insieme a Paolo Vilaggio con i film "Le Comiche", anch'esso campione ai botteghini.
Nato il 14 luglio del 1940 a Laveno-Mombello, forma nel 1964 il duo comico insieme a Cochi Ponzoni, entrando nel 'Gruppo Motore' insieme a Enzo Jannacci, Felice Andreasi, Bruno Lauzi e Lino Toffolo. Il Derby di Milano è l'anticamera del successo televisivo per Cochi e Renato, che arrivano a condurre 'Quelli della domenica' (1968), 'Il buono e il cattivo' (1972) e 'Canzonissima', mentre insieme a Jannacci interpretano 'E la vita, la vita', 'La Gallina' e 'Ho visto un re'. 
Nel 1970 Pozzetto prosegue la carriera da solista recitando in circa 70 lungometraggi, facendo coppia con tutti i maggiori attori della commedia all'italiana, come Adriano Celentano, Paolo Villaggio, Christian De Sica, Tomas Milian, e con attrici affermate come Gloria Guida, Claudia Cardinale, Monica Vitti, Giovanna Ralli, Ornella Muti. Celate nelle sceneggiature delle sue commedie più famose ci sono tematiche come il rapporto fra città e campagna, la futilità della ricchezza, il rapporto con l'omosessualità.
Nel 1975 vince il David di Donatello Speciale, nello stesso anno viene premiato con un Nastro d'Argento e un Globo d'Oro come migliore attore esordiente per 'Per amare Ofelia' di Flavio Mogherini. Tra i suoi tanti film si ricordano "Mia moglie è una strega" (1980), "Sono fotogenico" (1980), "Il ragazzo di campagna" (1984), "7 chili in 7 giorni" (1987), "Da grande" (1987), "Noi uomini duri" (1987), "Le comiche" (1990). 
È tornato a fare coppia con Cochi in televisione e a teatro a partire dal 2000, mentre l'ultimo film in cui ha recitato è di quest'anno, tra i protagonisti insieme a Valentina Lodovini e Claudio Bisio di 'Ma che bella sorpresa' di Alessandro Genovesi. Sui social sono numerosi gli auguri provenienti da fan e da altri colleghi, come lo stesso Tomas Milian - con cui ha girato 'Uno contro l'altro praticamente amici' - che scrive su Facebook "Renato fu un ottimo collega, un campione d'incassi come me. Buon compleanno Renato".

venerdì 10 luglio 2015

TERMINATOR IS BACK, CON SCHWARZENEGGER

Il grande momento è arrivato: Terminator (quello vero) torna al cinema. Schwarzenegger torna indossare i panni (o meglio i chip) del celebre androide, e già si parla di una nuova trilogia, nonché di un nuovo capitolo di Conan. Come dire: I'll be back!

Terminator Genisys
 ERA il 1984, le platee di tutto il mondo decretarono il successo di "Terminator", film fantascientifico che lanciò un regista destinato a un grande futuro, James Cameron, e dimostrò che l’austriaco Arnold Schwarzenegger era ormai a tutti gli effetti una stella di Hollywood. 

Dopo tre sequel e una serie tv, Terminator torna con il sottotitolo Genisys e rifonda la saga cambiando alcuni elementi narrativi fra cui il finale e aggiungendo ulteriori piroette temporali, ma riproponendo gli stessi personaggi, anche se sono altri gli attori che li incarnano.

Stavolta è Emilia Clarke, la Daenerys di Trono di spade, a sostituire Linda Hamilton nel ruolo dell’intrepida Sarah Connors, madre di John, l’uomo destinato a salvare il mondo dalla furia distruttrice della macchine, che qui è interpretato da Jason Clarke; mentre nei panni dell’ardimentoso Kyle, inviato nel passato perché il futuro eroe possa venire concepito, troviamo Jay Courtney.



Chi non è cambiato è il mitico androide del titolo, un T-800 che nonostante si debba confrontare con evoluti modelli T-1000 capaci di assumere qualsiasi sembiante umano è ancora ben lontano dal pensionamento; e il sessantasettenne Schwarzenegger, l’unico rimasto del cast originario, gioca di ironia su questo fatto di un’età non più giovane che non lo rende tuttavia obsoleto.

Ciò detto, il nuovo Terminator è un solido prodotto che non mancherà di affermarsi al botteghino: gli effetti speciali sono di ottima qualità, il 3D funziona bene e il regista Alan Taylor guida efficacemente lo spettacolo. Certo, non c’è nessuna inventiva, si tratta di materiale riciclato: anzi la pratica citazionistica è così esplicita che sembra di vedere estratti delle precedenti pellicole. 
(fonte: la stampa)

lunedì 22 giugno 2015

MORTA LAURA ANTONELLI


E' morta a Ladispoli, vicino Roma, l'attrice Laura Antonelli. Secondo quanto si è appreso, a dare l'allarme stamattina intorno alle 8.30 è stata la donna delle pulizie che l'ha trovata per terra in casa.
Arrivati nell'abitazione gli operatori del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso.

giovedì 4 giugno 2015

DODI BATTAGLIA PRENDE UNA PAUSA DAI POOH PER USCIRE CON UN NUOVO ALBUM

Un pezzo dei Pooh esce con un nuovo album. Dodi Battaglia ha presentato l'album "Dov'è andata la musica", in uscita questo venerdì. 



Esce questo venerdì 5 giugno "Dove è andata la musica", il secondo singolo estratto dall’omonimo album di Dodi Battaglia in collaborazione con Tommy Emmanuel (riconosciuto a livello mondiale come uno dei migliori chitarristi fingerstyle).

Battaglia è attualmente in tour in tutta Italia coi brani estratti dall'album e per un mese tra luglio e agosto sarà accompagnato sul palco da Emmanuel. "Ho scelto questo brano, al di là del fatto che dà il titolo all'album, perché nel testo c'è un doppio filo conduttore – racconta il chitarrista –. Uno è quello di due musicisti che raccontano secondo loro dov'è andata la musica, l’altro quello di una coppia che ha perso l'intimità... l'armonia appunto. Mi sembra uno dei brani che rispecchiano meglio l’anima rock di questo disco".

In occasione del suo compleanno, il primo di giugno, Dodi Battaglia ha voluto fare un’ulteriore sorpresa ai suoi fan. In quella data ha infatti annunciato l’uscita della sua biografia ufficiale, intitolata “Lo sai che da vivo sei meglio che in TV”, edito da TEA e in distribuzione in tutte le librerie d’Italia.

Dodi Battaglia
Come sta andando il tour?
Ho iniziato i concerti il giorno della Festa dei Lavoratori e continuerò fino a fine settembre. I live sono di due tipi: il primo si chiama Io e la mia storia in cui propongo i brani dell’ultimo disco, dei precedenti ed anche alcune hit della carriera musicale dei Pooh completamente riarrangiate; il secondo è Dov’è andata la musica e Tommy Emmanuel sarà con me sul palco.

Dopo quasi cinquant’anni di carriera hai ancora qualche timore o paura prima di salire sul palco?
Per uno che ha corso con le automobili come me sicuramente la paura è ben altro. Ovviamente provo delle forti emozioni ogni volta, ma nessun timore. Chi ce l’ha forse non è preparato davvero, anche se poi può sempre capitare qualche piccolo errore.

Tu e Tommy vi conoscete da tanti anni. Come mai avete deciso di collaborare solo oggi?
Hai detto bene, ci conosciamo da tanti anni. Circa quindici. Abbiamo collaborato già insieme ai Pooh e siamo rimasti amici, così quando ho avuto l’idea di questo progetto l’ho chiamato subito. Tommy riesce a catalizzare decine di migliaia di spettatori semplicemente suonando una chitarra acustica. E non è da tutti. E’ stata una grande occasione per entrambi ed una scommessa vinta.

Al giorno d’oggi i giovani hanno difficoltà a sfondare nel mondo della musica?
Escono tanti ragazzi bravi dalle scuole di musica ed anche dai talent show. Poi è vero che un artista come Tiziano Ferro non salta fuori mica tutti i giorni.

A proposito di talent show, hai mai pensato di diventare giudice di uno di questi programmi come il tuo collega Roby?
Non mi sono mai posto il problema, anche se probabilmente mio figlio Daniele (conduttore radiofonico, ndr) sarebbe felicissimo. La televisione non rispecchia pienamente il mondo della musica. Spesso i talent show non favoriscono chi partecipa, ma chi li realizza.

L’album è dedicato a Valerio Negrini. Qual è il ricordo più bello che hai di lui?
Beh, sono davvero tanti. E’ il componente dei Pooh con il quale ho condiviso più esperienze. Anche lui poi era di Bologna, quindi tornavamo spesso a casa insieme. Il ricordo più bello però è quando lui e gli altri ragazzi del gruppo sono venuti a sentirmi per la prima volta. Avevo quindici anni e mezzo. Un anno dopo poi mi hanno chiamato per sostituire il chitarrista uscente (Mario Goretti, ndr) e non ho mai dimenticato quell’incontro. Ho sempre avuto un senso di riconoscenza nei loro confronti perché hanno creduto in me.

E come ti sei trovato a realizzare per la prima volta dei brani senza il suo aiuto?
Ho iniziato a scrivere per esigenza. In realtà non era mia intenzione farlo, infatti la casa discografica mi ha proposto diversi nomi di autori brani che si sarebbero occupati delle canzoni. Alla fine però ho deciso di scrivere tutto di mio pugno, anche perché in questo modo ho potuto rappresentare al meglio le mie storie. Ho scoperto una maniera nuova di vivere la musica.

Anche in futuro continuerai come autore?
Ho avuto un feedback positivo da parte del pubblico, quindi non è escluso. Se dovessi avere altre ispirazioni, probabilmente scriverei altro. Al momento comunque continuo con il mio ruolo di cantante, chitarrista e compositore.

Il prossimo anno poi ci sarà la reunion dei Pooh.
Non la chiamerei proprio una reunion. Non so dare una definizione precisa. Ad oggi però ancora non posso rivelare i dettagli, perché tutte le informazioni verranno diffuse entro la fine di settembre, massimo gli inizi di ottobre. Anche per quanto riguarda la partecipazione di Riccardo Fogli e di Stefano D’Orazio si tratta solo di rumors.
(fonte: tgcom, velvetmusic)

mercoledì 13 maggio 2015

ESCE LA BIOGRAFIA DI MASSIMO CIAVARRO. VITA, CARRIERA E AMORI: DA ELEONORA GIORGI A MOANA POZZI


Tutto su Massimo Ciavarro, uno dei belli del cinema leggero italiano degli anni '80. La sua biografia esce in questi giorni e si parla di tutto, soprattutto dei suoi amori: da Moana Pozzi a Eleonora Giorgi.

Massimo Ciavarro, 57 anni
Massimo Ciavarro: "Ho avuto una storia con Moana Pozzi"
Massimo Ciavarro è uno degli attori simbolo della commedia leggera italiana degli anni '80. Nel gruppo, lui era il bello, idolo di ragazze e ragazzine. Oggi l'attore, 57 anni, ha scritto una autobiografia intitolata "La forza di cambiare" edita da Piemme. Il settimanale "Chi", in occasione dell'uscita, lo ha intervistato nel numero in edicola oggi.

Dalla morte del padre ("Avevo 14 anni quando mio padre morì"), al primo lavoro ("per un po' provai a fare il lavoro di papà al mattatoio del Testaccio, ma non era l'ambiente per me. Poi mi notarono alcuni fotografi e mi proposero di fare i fotoromanzi. A 18 anni guadagnavo 5 milioni al mese. Allora uno stipendio medio non arrivava al milione").



Nel libro Ciavarro parla anche dei suoi amori e della traumatizzante fine del suo matrimonio con Eleonora Giorgi conosciuta sul set del film "Sapore di mare 2 ": "Tredici anni insieme, di cui tre da sposati. Poi dall'oggi al domani lei se n'è andata. Avrà avuto anche le sue ragioni, ma di colpo ho perso tutto: l'amore, la moglie, un certo modo di essere padre per Paolo, nostro figlio, e anche per Andrea, il figlio di Eleonora e Angelo Rizzoli, che avevo praticamente cresciuto".

C'è spazio anche per la storia d'amore che, da giovane, ha avuto con Moana Pozzi, allora aspirante attrice. "Si è trattato di una cosa breve, ma di cui conservo un bellissimo ricordo. Moana era una ragazza con straordinari occhi verdi, timida, tranquilla, di sani principi. In seguito, diventata famosa, in un libro diede un voto ai suoi amanti. A me riservò un 6 perché quando avevamo fatto l'amore, non mi ero tolto i boxer"
(fonte: libero)

lunedì 11 maggio 2015

SUPERCLASSIFICA STORY, LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1975, 1985 E 1995

 A grande richiesta di numerosi amici di MitiCult, torna il nostro appuntamento della domenica con "Superclassifica Story", le classifiche della settimana 20, 30 e 40 anni fa. Ci scusiamo per l'assenza in queste ultime settimane. vi promettiamo di mantenere il contatto e di lanciare presto succose novità.


TOP TEN DEL 10 MAGGIO 1975

 
  1. Piange il telefono - Domenico Modugno
  2. You're the first, the last ..- Barry White
  3. El bimbo - Bimbo jet
  4. Aria - Dario Baldan Bembo
  5. Parlami d'amore Mariù -Mal
  6. Un'altra donna - I cugini di campagna
  7. Kung fu fighting - Carl Douglas
  8. Emanuelle - The Lovelets
  9. Doctor's orders - Carol Douglas
  10. Ci vuole un fiore - Sergio Endrigo
 
 TOP TEN DELL'11 MAGGIO 1985



1. We are the world - USA for Africa
2. Don't you (Forget about me) - Simple Minds
3. Volare - MusicaItalia per l'Etiopia
4. Shout - Tears for Fears
5. This is not America - David Bowie & Pat Metheny Group
6. You spin me round - Dead or Alive
7. Noi ragazzi di oggi - Luis Miguel
8. I'll fly for you - Spandau Ballet
9. Una storia importante - Eros Ramazzotti
10. Every time you go away - Paul Young


 TOP TEN DEL 13 MAGGIO 1995



1. Missing - Everything But The Girl
2. Baby baby - Corona
3. Be my lover - La Bouche
4. Dancing with an angel - Double You
5. Your loving arms - Billie Ray Martin
6. Feel it (in the air) - JT Company
7. Back for good - Take That
8. Fly away - Haddaway
9. Zombie - A.D.A.M. feat. Amy
10. I see you - General Base

sabato 9 maggio 2015

30 ANNI FA 'QUELLI DELLA NOTTE', COSI' LO RACCONTA RENZO ARBORE

Trent'anni fa andava in onda "Quelli della notte", uno degli ultimi programmi ad aver fatto la storia della televisione e ad aver creato dei personaggi. In seguito, forse, solo "Mai dire gol" è riuscito a bissare tali meriti. Oggi Renzo Arbore ne parla in questa intervista.

Renzo Arbore, mattatore di "Quelli della notte"
 «Temo che un programma come "Quelli della notte" non si possa più riproporre. Se trovassi altri improvvisatori come quelli che scovai trent’anni fa, forse un tentativo lo farei. - racconta Renzo Arbore- Ma oggi sono rari. I comici, pur bravissimi, sono abituati a lavorare sui copioni, ogni sketch è scritto. Noi andavamo in diretta inventandoci il tema un quarto d’ora prima della sigla. La nostra era una jam-session verbale. Un jazz di parole. Che avevo già sperimentato a "L’Altra Domenica", con geni come Benigni».

Arbore, lunedì andrà al Dipartimento di Scienze Sociali della Sapienza a raccontare agli studenti cosa fu quel fenomeno tv, che nel 1985 diventò virale senza bisogno di internet. Come lo spiegherà?
Con un pizzico di vanità, ricorderò che "Quelli della notte" è il secondo marchio più potente della storia della tv italiana, dopo "Lascia o raddoppia". Prima della nostra avventura, alle 23 la Rai mandava in onda il monoscopio, la gente andava a dormire. Noi, con il capostruttura Minoli e il mio autore Porcelli, inventammo la seconda serata. C’era chi metteva la sveglia per non perdersi la puntata: registrammo ascolti altissimi, e soprattutto gradimento. Ci fu affezione nei nostri confronti. Quando andavamo negli alberghi e ci affacciavamo, i ragazzi sotto strillavano come per i Beatles. E ovunque nel mondo ci fossero italiani, si diffusero i nostri tormentoni. Era una febbre nazionale. L’ambasciatore in Cina si fece mandare i VHS.

Non c’era nel mondo una trasmissione così.
Venne da me il produttore del format americano "Ok il prezzo è giusto" e mi chiese come rifare "Quelli della notte" in Usa. Gli dissi: "Prenda un texano, un newyorchese e un californiano e li metta in salotto". Mi rispose: "da noi nessuno improvvisa". Vero: non lo fa neanche Letterman. Non abbiamo lasciato epigoni allora, figurarsi oggi. I format devono stabilizzare gli ascolti, per non mettere paura agli inserzionisti. Solo con i grandi eventi si può sbilanciare lo share.



Non foste accusati di essere reazionari?
Al contrario, eravamo i beniamini degli intellettuali di sinistra. Eco ci invitò a Milano. Ci mettevamo ironia, con intelligenza, anche quando sparavamo facezie e banalità, come Catalano con le sue massime. Tipo: "È meglio sposare una donna giovane bella e ricca che una vecchia brutta e povera". Mischiavamo alto e basso. Non so quante copie in più D’Agostino, inventore dell’"edonismo reaganiano", fece vendere a Kundera con "L’insostenibile leggerezza dell’essere". Simona Marchini introdusse il gossip dei rotocalchi, mentre Pazzaglia, filosofo vero, impersonava il Ronchey finito in una congrega di cialtroni che non riusciva a parlare del "brodo primordiale".


Ma l’arabo Harmand di Andy Luotto vi creò problemi.
Neanche qui c’era satira, ma un omaggio ai nostri vicini del Mediterraneo. Gli arabi lo accettarono, ma alcune telefonate importanti partite dalla Giordania ci spinsero a rinunciare ad Harmand.

E quell’altra telefonata di Paolo Guzzanti finto Pertini...
Un colpo di teatro in diretta. Andammo in onda per un mese e mezzo, ma gli episodi sono rimasti nel cuore della gente. E le canzoni: nei miei concerti, a grande richiesta, eseguo sempre "Ma la notte no" e "Il materasso". Perché era un periodo irripetibile, tornavamo tutti a divertirci. Se volete rivederli, estratti di "Quelli della Notte" sono in "vetrina" sul mio sito Renzoarborechannel.tv. Chissà che effetto faranno agli studenti alle prese con la storia della televisione. Di certo, quel programma fu un caso unico. E felice.
(fonte: il tempo, di stefano mannucci)

venerdì 10 aprile 2015

SALVATE TWIN PEAKS, APPELLO PRO DAVID LYNCH DA PARTE DEGLI ATTORI DELLA SERIE

La terza stagione di "Twin Peaks" è a rischio. Il regista David Lynch ha gettato la spugna dopo gravi disaccordi con la produzione. Intanto i suoi attori hanno realizzato un video per sostenere il padre della serie.




Gli attori di "Twin Peaks" si schierano dalla parte di David Lynch nella querelle relativa alla terza stagione del telefilm cult. I protagonisti della serie originale hanno realizzato un video amatoriale, comparso sulla fanpage e riportato sul relativo sito Welcome to Twin Peaks, per ribadire come, senza David Lynch, il telefilm non sarebbe più lo stesso. 
Vi hanno preso parte Sheryl Lee, Dana Ashbrook, Sherilyn Fenn, Madchen Amick, Grace Zabriskie e altri interpreti, più la figlia dello stesso regista Jennifer Lynch, già autrice del libro "Il diario di Laura Palmer". 
Nei giorni scorsi, infatti, Lynch, che era creatore della serie insieme allo scrittore Mark Frost, aveva dichiarato di non aver trovato un accordo con Showtime per la realizzazione: il mancato accordo, che appariva di tipo economico, in realtà nascondeva un dilemma di tipo creativo. In altre parole, senza un budget che Lynch riteneva adeguato, la terza stagione non avrebbe potuto essere come lui l'avrebbe desiderata.
«Twin Peaks senza David Lynch è come una ragazza senza un segreto - si ascolta nel video - come un cane che non abbaia, come occhi senza ciglia, come una cameriera senza uniforme, come una torta senza ciliegie, come una stazione di polizia senza ciambelle».
(fonte: il giornale)

"MAURIZIO COSTANZO SHOW", RIPARTE LA STORIA DEGLI ITALIANI IN TELEVISIONE

Torna un pezzo di storia della tv: da domenica, su Retequattro, riparte il "Maurizio Costanzo Show", la trasmissione che ha accompagnato la storia d'Italia per 27 anni.
Maurizio Costanzo, 78 anni
Domenica, 12 aprile alle ore 21.20 su Retequattro primo appuntamento con il ritorno del "Maurizio Costanzo Show". Dagli studi de Paolis in Roma, accompagnati da una piccola orchestra musicale, sul palco 11 comode poltrone per 11 grandi ospiti: Maria De Filippi, Mara Venier, Sabrina Ferilli e il suo papà Giuliano, Erminia Manfredi, Morena Zapparoli, Marina Donato, Enzo Iacchetti, Rocco e Rosa Siffredi e Marina La Rosa.
Lo show avrà inizio con la storica sigla, quella ufficiale "Se penso a te", pezzo scritto da Franco Bracardi. Alla parola "sipario" si aprirà la scena e avrà così inizio il nuovo corso dello storico programma che ha appassionato i telespettatori per ben 27 anni
Il programma, nato nel 1982 al Teatro Parioli di Roma (per un breve periodo, al Teatro Manzoni di Milano), ideato da Alberto Silvestri e da Maurizio Costanzo e condotto da quest'ultimo, ha raccontato 27 anni di storia d'Italia (fino al 2009), in 4.391 puntate, 8.100 ore di trasmissione, con oltre 32.000 ospiti, scelti tra nomi noti dello spettacolo, della cultura e della politica italiana, premi Nobel, musicisti, scrittori, ma anche gente comune, messi a confronto sul palco con esiti spesso interessanti ed imprevedibili. Sono molti gli ospiti dello show che Costanzo ha consacrato in tv o contribuito a lanciare.

Tra questi: Francesco Baccini, Lello Arena, Enrico Brignano, Gioele Dix, Giobbe Covatta, Enzo Iacchetti, Lorenzo Jovanotti, Dario Vergassola, David Riondino, Claudio Bisio, Daniele Luttazzi, Alessandro Bergonzoni, Nik Novecento, Valerio Mastandrea, Afef Jnifen, Ricky Memphis, Platinette, Giampiero Mughini, Vittorio Sgarbi e Willy Pasini. "Darò spazio al tema della famiglia, il legame più antico. Mi sembra che da un po' di tempo la famiglia sia stata messa da parte nel panorama mediatico – ha detto Costanzoeppure è sempre stata lo sfondo prediletto della grande stagione della commedia all'italiana".
(fonte: tgcom)

giovedì 9 aprile 2015

OMAGGIO DANZANTE "A TRE CUORI IN AFFITTO" DI SUZANNE SOMER

Suzanne Somer, l'indimenticata Chrissy Snow di "Tre cuori in affitto", ha reso un omaggio al suo ex compagno della serie, John Ritter, scomparso nel 2003, nel corso di una puntata di "Dancing with the stars".

Suzanne Somers, la "Bionda per papà" della popolare sitcom, ha omaggiato il suo co-protagonista di "Tre cuori in affitto"John Ritter, con una performance di ballo a "Dancing with the stars". L'attrice, ancora in splendida forma nonostante i suoi 68 anni, ha ricordato il collega scomparso nel 2003 a soli 54 anni, ricreando una scena della serie tv che aveva reso famosi entrambi tra la fine degli Anni Settanta e l'inizio degli Anni Ottanta.
La Somers ha rivestito i panni del suo personaggio, la svampita Chrissy Snow, e ha riproposto una gag della sitcom con il partner di ballo Tony Dovolani, che ha invece interpretato Jack Tripper, il personaggio che fu di Ritter. La coppia si è poi esibita in un fox-trot, in cui l'attrice ha mostrato gambe toniche e una forma invidiabile per una donna della sua età. 
Il ricordo della Somers ha commosso il pubblico del programma e la stessa attrice è apparsa molto emozionata, tanto da pubblicare su Instagram anche una foto insieme all'attore scomparso. "Un comico leggendario e anche un caro amico. Ti voglio bene, John", ha scritto la Somers nel messaggio sul web.

"Tre cuori in affitto"
 andò in onda per otto stagioni, dal 1977 al 1984, sulla ABC. In Italia fu trasmesso per la prima volta nel 1984 da Rete 4. La sitcom raccontava le vicende di tre giovani coinquilini ed ebbe enorme successo. L'altra protagonista della serie, insieme a Suzanne Somers e a John Ritter, era l'attrice Joyce DeWitt.
(fonte: tgcom)

SIGNORE E SIGNORI RIECCO IL "MAPPETS SHOW"

Torna sugli schermi uno degli spettacoli più amati al mondo: signore e signori, riecco a voiiiii il "Muppets show". Grazie alla Abc, la rana Kermit ritroverà miss Piggy e gli altri indimenticabili protagonisti della saga, che al cinema non ha mai smesso di divertire grandi e piccini. 
Muppets nuovamente in tv! La rete statunitense Abc ha dato il via libera per il reboot del "The Muppet Show". Non si conosce ancora né la trama e tanto meno i dettagli del nuovo progetto, che sarà curato, tra gli altri, da Bill Prady, già co-ideatore della serie tv"The Big Bang Theory"
Bill Prady parteciperà in qualità di produttore esecutivo e co-sceneggiatore, ruolo nel quale sarà coadiuvato dal collega Bob Kushell. Prady ha alle spalle una lunga storia da sceneggiatore dei Muppets, che include la serie tv del 1989 "The Jim Henson Hour", il film "Muppet Classic Theater" e alcune storie speciali con i pupazzi protagonisti. 
La serie originale de "The Muppet Show" fu trasmessa negli Stati Uniti dal 1976 al 1981. La Abc ha già mandato in onda le storie della rana Kermit, di Miss Piggy e degli altri Muppets nel 1996, quando propose il "Muppet Tonight", show del quale furono prodotti solo dieci episodi.
(fonte: tgcom)

mercoledì 8 aprile 2015

ADDIO A JAMES BEST, LO SCERIFFO ROSCO COLTRANE DI "HAZZARD"

Addio sceriffo "Piiii" Coltrane. Ora Bo e Luke Duke non si prenderanno più gioco di te, anzi piangono con i tuoi fan, perché hanno perso un amico. Poco importa che dietro quella maschera ci fosse un caratterista di grande talento e professione come James Best. In tutto il mondo resterà per tutti lo sceriffo un po' goffo e tanto simpatico che era uno dei protagonisti della serie "Hazzard". 
Lo sceriffo Rosco P. Coltrane
Lo sceriffo Rosco P. Coltrane della serie tv “Hazzard” ci ha lasciati. James Best, l'attore reso celebre dal personaggio del telefilm andato in onda dal 1979 al 1985, è morto all'età di 88 anni in seguito a complicazioni legate a una recente polmonite. Best era ricoverato da settimane in una clinica di Charlotte in Nord Carolina. Nella sua lunga carriera, numerosi film, diverse serie tv e l'esperienza da insegnante di recitazione.
Resterà nella memoria dei più come il Rosco Pervis Coltrane di "Hazzard", lo sceriffo buffo e ingenuo, spesso sbeffeggiato dai cugini Bo e Luke Duke
John Schneider, che recitò il ruolo di Bo Duke nella serie, lo ricorda così: “In un solo pomeriggio ho imparato da Jimmie Best di più sulla recitazione di fronte alla macchina da presa di quanto chiunque altro abbia fatto in un anno”. “Quando gli chiedevano di piangere in scena, diceva: ‘Sicuro, da quale occhio?'”, ha aggiunto Schneider.

James Best è stato un attore molto prolifico. Nella sua carriera, iniziata nel 1950, si contano decine e decine di film, ma anche altre serie televisive come BonanzaL'incredibile HulkPerry Mason e innumerevoli apparizioni. 
Best, apparso in centinaia di film e puntate di serie televisive nei suoi oltre 60 anni di carriera, divenne attore dopo la Seconda guerra mondiale e lavorò subito con mostri sacri del calibro di Paul NewmanHumphrey Bogart e Jimmy Stewart. In seguito fondò una scuola di recitazione a Los Angeles, fra i cui studenti spiccano Clint EastwoodQuentin Tarantino e Burt Reynolds.
Il vero nome di James Best era Jules Guy, ma fu cambiato dopo l'adozione da parte dei coniugi Armen ed Essa Best, che si presero cura di lui, dopo la morte della madre naturale, avvenuta quando l'attore aveva solo 3 anni. Best combatté la seconda guerra mondiale come bombardiere e si sposò tre volte. Ritiratosi dalle scene, insegnò all'Università della Florida e a quella di Oxford, in Mississippi.

giovedì 2 aprile 2015

DEF LEPPARD: NUOVO ALBUM E TOUR MONDIALE

Giganti dell'hard rock, i Def Leppard sono una band da 100 milioni di dischi venduti. E ancora tanti ne venderanno, visto che sono di nuovo sulla strada con un nuovo album e un nuovo tour.
Leggenda del rock e dell’heavy metal, i Def Leppard, sono sulle scene musicali da quasi 40 anni ma continuano ad essere uno dei più importanti gruppi esistenti, con 100 milioni di dischi venduti in tutto il mondo.
In attesa dell’uscita del nuovo album previsto per il 2015, la band britannica, capitanata di Joe Elliott, si prepara a un tour mondiale. Cavalcando ancora successi come Pyromania del 1983 e Hysteria del 1987.
“L’età non è poi così importante. L’abbiamo imparato con il tempo. Là fuori ci sono ancora musicisti come Paul McCartney, ci sono i Rolling Stones, gli Aerosmith, AC/DC, Elton John. Band che sono nate alla fine degli anni ’70 e che ancora oggi riempiono gli stadi. Nessuno ha intenzione di ritirarsi dalle scene, di farsi da parte. Certo c‘è una certa competizione con i nuovi gruppi, con le nuvove generazioni”, racconta Elliott
La storia dei Def Leppard è stata costellata da successi ed eccessi. Come l’abuso di alcol e droga. Nel 1991 il chitarrista della band Steve Clark fu trovato morto a causa di un mix letale di stupefacenti. Una vita all’insegna di sesso, droga e roll ‘n’ roll.
“Per me la cosa più importante è cantare e farlo al meglio. Il modo migliore è non dare mai nulla per scontato ma anche non uniformarmi al sistema. Ecco tutto” – prosegue Elliott“Alla fine della giornata pensavo sempre: sesso, un pò di droga e il rock & roll, erano le cose principali che servivano”.
Il tour dei Def Leppard prenderà il via il 15 aprile. Tappe in Canada e in tutta Europa. 
(fonte: euronews)