mercoledì 23 aprile 2014

IL CUBO DI RUBRIK COMPIE 40 ANNI

Il cubo di Rubrik, il rompicapo dei rompicapi, compie 40 anni. C'è chi lo risolve in 19 secondi. Chi scrive, non ci è riuscito nemmeno in 30 anni. Comunque sia, tanti auguri caro cubo multicolore.


CuboRubik40
I primi 40 anni del cubo di Rubrik


Il cubo di Rubik compie 40 anni. Uno dei rompicapo più celebri del mondo ha spento 40 candeline assieme al suo inventore, Ernő Rubik, professore ungherese di architettura e scultore. Il suo cubo è il giocattolo più venduto della storia, con circa 300 milioni di pezzi commercializzati (considerando anche le imitazioni).

Realizzato nel 1974, il Cubo Magico, così era chiamato alle origini, ha fatto letteralmente impazzire generazioni, intente a ricostruire le sei facce del cubo a colori, cercando di trovare la corretta combinazione. Nella sua versione classica il Cubo può assumere ben 43.252.003.274.489.856.000 combinazioni possibili di cui solo una è quella corretta.

Il Cubo nasce come strumento didattico in Ungheria, dietro la cortina di ferro. Del tutto inaspettatamente, ha toccato molte, molte vite in tutto il mondo. Dopo 40 anni , questo anniversario è soprattutto una celebrazione dell'unione tra apprendimento e gioco, tra sfida ed emozione, impegno e ricompensa,” ha detto il suo ideatore con un post su G+.



Ernő Rubik lo scorso 28 marzo è stato invitato dal Presidente della Commissione europea Barroso per festeggiarlo.”Oggi celebriamo il 40° compleanno di un giocattolo senza tempo che è diventato un simbolo iconico di ingegno europeo a livello mondiale”, è stato il commento di Barroso.

A risolvere il gioco rompicapo non sono stati solo esseri umani ma anche robot. È accaduto nel 2010, quando due studenti della Rowan University del New Jersey, Joe Ridgeway e Zachary Grady, hanno ideato un braccio robotico di telecamera in grado di risolvere il cubo di Rubik in 15 secondi. Ma il record più recente spetta a Cubestormer 3, il Lego robot che lo ha risolto in appena 3 secondi
(fonte: nextme)

lunedì 21 aprile 2014

MITIPEDIA: LA FAMIGLIA ADDAMS

Mitipedia è di ritorno. Il nostro appuntamento con gli speciali sui telefilm e i protagonisti della tv degli anni 70, 80 e 90 è dedicato questo mese alla famiglia Addams.


Il cast della famiglia Addams

Ideata negli anni ‘30 da Charles Addams, vignettista del settimanale The New Yorker, nel 1964 debutta sul piccolo schermo la famiglia Addamsil castigliano Gomez, baffo sparviero e vocazione al baciamano, la vampiresca padrona di casa Morticia, lo zio cereo e irresponsabile Fester, una nonna cinerea come Nonna, una mano “svitata” come Mano, e un maggiordomo del calibro di Lurch, senza dimenticare  il pulcioso cugino Itt e la coppia di pargoli composta dal pingue Pugsley e dalla malevola e malinconica Mercoledì.

CURIOSITA’ SULLA FAMIGLIA ADDAMS
Gomez ieri e oggi

-  Pare che il personaggio dello Zio Fester sia liberamente ispirato al protagonista di un noto film del 1922, “Nosferatu il vampiro” di Friedrich Wilhelm Murnau, e quello di Lurch al soggetto del best seller di Mary Shelley, “Il Mostro di Frankenstein”.
- Il primo interprete televisivo del cugino Itt è stato un attore di origine italiana, Felix Anthony Silla, nato in provincia dell’Aquila, a Roccacasale, nel 1937, con un passato nel mondo del circo.
- Nella serie originale il nome di Mano è Cosa (“The Thing“.) 
- Nel 1977 David Steinmetz  ha diretto le riprese di un film per la Tv – “Halloween con la famiglia Addams” –. con lo stesso cast della serie originale.
- A vestire i panni del primo zio Fester è stato Jackie Coogan, enfant prodige del cinema muto, noto per il suo ruolo ne Il Monello di Charlie Chaplin

- La famiglia Addams è stata anche declinata in un fortunato flipper elettronico prodotto da Midway e foriero di 20.270 unità vendute. 
- La casa della famiglia Addams, fintamente locata al 1313 di Cemetery Lane, è realmente esistente: è situata sulla Wilshire Boulevard di Los Angeles (per gli interni e gli esterni delle riprese fu utilizzata una villa vittoriana dei primi del secolo scorso, la Higgins-Verbeck-Hirsch Mansion).
- Sul finire degli anni ’90 venne prodotto un remake della serie originale, col cast integralmente rinnovato e il primo interprete di Gomez Addams, John Astin, oggi ottantatreenne, in un cameo nei panni del nonno del suo personaggio.

domenica 20 aprile 2014

SUPERCLASSIFICA STORY: LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1974, 1984 E 1994

Dopo una breve pausa (vacanziera) riecco il vostro appuntamento della domenica con le top ten della settimana negli anni 70, 80e 90: ecco a voi Superclassifica Story!


TOP TEN DEL 20 APRILE 1974


  1. A blue shadow - Berto Pisano
  2. Anima mia - I cugini di campagna
  3. Un'altra poesia - Alunni del Sole
  4. Rimani - Drupi
  5. Non gioco più - Mina
  6. ...e poi - Mina
  7. Ciao cara, come stai - Iva Zanicchi
  8. Prisencolinensinanciousol - Adriano Celentano
  9. Angie - Rolling Stones
  10. Mind games - John Lennon

TOP TEN DEL 21 APRILE 1984


  1. Love Of The Common People - Paul Young
  2. Stay - Bonnie Bianco & Pierre Cosso
  3. Terra promessa - Eros Ramazzotti
  4. Ci sarà - Albano e Romina
  5. Non voglio mica la luna - Fiordaliso
  6. Serenata - Toto Cutugno
  7. Radio Ga Ga - Queen
  8. Just For Tonight - Gilbert Montagné
  9. Victims - Culture Club
  10. Io e te - Jair Rodriguez & Jairzinho


TOP TEN DEL 23 APRILE 1994



1. Streets of Philadelphia - Bruce Springsteen   
2. I'll remember - Madonna   
3. The rhythm of the night - Corona     
4. Serenata rap - Jovanotti 
5. Pupunanny - Afrika Bambaataa
6. Strani amori - Laura Pausini   
7. Automatic sex - Einstein Dr. Dj     
8.  Move on baby - Cappella   
9. Fuori - Irene Grandi 
10. Eins, Zwei, Polizei - Mo-Do

sabato 19 aprile 2014

AMARCORD: I 60 ANNI DEL MITO GIULIETTA

La Giulietta dell'Alfa Romeo è una di quelle auto che hannorappresentato un mito per almeno tre generazioni. Quest'anno compie 60 anni. E' tornata sul mercato, ed è ancora un gran bel vedere.


La storica Giulietta dell'Alfa Romeo 
L'Alfa Romeo Giulietta  è stata la colonna sonora del risveglio dell’Italia industriale dopo la tragedia della guerra, un simbolo della creatività imprenditoriale e del lavoro. Un’auto stupenda, da far perdere la testa.

La Giulietta compie sessant’anni ed è un capitolo di storia che continua anche oggi. Le componenti di questo vecchio miracolo industriale, sportivo, culturale sono semplici e genuine: c’è dentro la Milano operaia e dell’impresa, della Lambretta, delle invenzioni della Farmitalia Carlo Erba, del gasomentro della Bovisa e del vecchio stabilimento Fernet Branca

A volte accade nel mondo dell’industria che da un’impresa malferma, con poche risorse, nascano dei prodotti straordinari, che da un giorno all’altro trasformano con il loro successo le prospettive dell’azienda. L’idea venne a Giuseppe Luraghi, a quell’epoca direttore generale di Finmeccanica. Bisognava proporre qualcosa di nuovo, offrire agli italiani il segno tangibile del cambiamento


La nuova Giulietta
Il progetto venne preparato dall’ingegnere Orazio Satta. Il poeta Leonardo Sinisgalli individuò il nome: Giulietta. Toccò poi ai tecnici e agli operai del Portello mettere insieme le idee, lo stile, la meccanica, la potenza di quel motore e regalare all’Italia un’auto strepitosa.

Nacque così l'Alfa Romeo Giulietta, che fu presentata al Salone di Torino nel 1954. Fu questa vettura (la prima della cilindrata 1300 centimetri cubi, poi adottata da molti grandi costruttori) che mise la società sulla giusta strada, conducendola dapprima a sanare la situazione economica, poi a farla crescere. In totale, dal 1955 al 1965, furono poi costruite 177.620 Giulietta.


Nel 1986 quando Bettino Craxi decise di privatizzare l’Alfa Romeo vendendola alla Fiat e non alla Ford, Gianni Agnelli riuscì finalmente a consumare la sua vendetta: «Ci siamo annessi una provincia debole» disse. Il padre della Giulietta, Luraghi, tuttavia, riconobbe in Agnelli un personaggio di livello internazionale: «Il playboy che, per la sua frivolezza, dal professor Valletta non era considerato adatto ad assumere la presidenza dell’austera Fiat, si rivelò invece uno dei più ammirati e prestigiosi imprenditori del mondo»
(fonte: l'unità)

venerdì 18 aprile 2014

ROBIN WILLIAMS TORNA NEI PANNI DI MISS DOUBTFIRE?

Robin Williams torna a vestire i panni di miss Doubtfire, ruolo ricoperto nell'omonimo film cult degli anni Novanta. Il progetto sarebbe in via di finalizzazione.
La locandina di Miss Doubtfire
E' stato uno dei film cult degli anni 90, e, a 21 anni dall'uscita, potrebbe avere un seguito. O almeno è quanto sostiene l"Hollywood Reporter". Il film sarebbe già in cantiere e Robin Williams sarebbe pronto a rivestire i panni dell'adorata casalinga. Uguale sarebbe anche il regista, Chris Columbus, mentre qualcuno del cast originale si è già tirato fuori dal progetto.
La storia del padre di famiglia scapestrato che si traveste da donna per poter stare accanto ai figli dopo la separazione della moglie è uno dei film più celebri di Robin Williams. Merito della sua carica istrionica, qui al massimo, e dell'impasto tra risate e buoni sentimenti.
Ad essersi sfilata per prima dalla possibilità di partecipare al nuovo film è stata quella che per ragioni anagrafiche avrebbe potuto farlo in maniera più credibile, ovvero Mara Wilson. In "Mrs Doubtfire" interpretava la bimba piccola di Williams; ha escluso che possa tornare nel personaggio perché a lei "non interessano i sequel".

Più complicato sarà andare a prendere gli altri interpreti che nel frattempo sono invecchiati di più vent'anni. Robin Williams ha oggi 63 anni, Sally Field 68 e Pierce Brosnan (che dopo il film divenne per un decennio uno dei James Bond più amati) 61
(fonte: tgcom)

lunedì 14 aprile 2014

INTERVISTA AD ANTONELLO FALQUI: VI RACCONTO LA MIA TV

Una colonna della televisione si racconta. A 86 anni Antonello Falqui ricorda la sua tv e giudica quella di oggi. E si toglie anche qualche sassolino dalle scarpe.

Antonello Falqui oggi
Antonello Falqui, 88 anni, è la memoria di chi ha inventato i varietà televisivi.  Oggi Falqui ha smesso di fare i conti con l'età: "Invecchiare disturba - dice - ma avendo iniziato a riflettere sul senso della fine già un quarto di secolo fa, non mi farò sorprendere. Quando lavoravo non lasciavo molto spazio all'esitazione. Allora ero giovane, deciso e con le idee molto chiare. Oggi molto meno. Non mi ricordo i cognomi, i dubbi sono aumentati e i confini tra il bene e il male restano confusissimi".
Falqui ritrova le tracce del suo passato solo a tarda notte, quando "la robaccia che propongono in tv evapora" e sugli schermi passano frammenti di "Canzonissima", "Studio Uno" e "Milleluci": "Le trasmettono di nascosto, alle 3 di mattina e li capisco. Era un'altra tv. Un'altra civiltà. Un'altra cultura. Non vogliono avere raffronti, altrimenti la gente penserebbe ‘ma si sono rincoglioniti?'"
BEPPE GRILLO E MIKE BONGIORNO

Come arrivò in televisione?Sandro Pugliese, il direttore dei programmi della Rai di allora, era molto amico di mio padre. Si lamentava: "Ho solo verbosa gente di teatro qui. Teorici e parolai. Non c'è nessuno che curi l'immagine". Non me lo feci ripetere e corsi a Milano per sperimentare. Firmai da regista la prima trasmissione in assoluto della tv di Stato. Si intitolava "Arrivi e partenze". L'esordio di Bongiorno. Mike intervistava personaggi celebri in partenza.
Falqui aveva la fama di decisionista...                   Ero duretto, ma sapevo farmi voler bene. Ai miei tempi l'autore non entrava in studio. Che mettesse becco sulla scaletta poi, era impensabile. Mi occupavo di tutto. Scene, costumi, testi. Quando guardo la tv di oggi mi incazzo. Gli autori sono patetici. I registi non sanno neanche da dove si cominci. Fanno solo stacchi, per lo più sbagliati.
Con Mina lei non sbagliò...                                                                                          La conobbi per la prima volta nel Musichiere condotto da Riva. Un capitolo era dedicato agli urlatori. Lei e Celentano uscivano dalle ombre di un Juke-Box. Capii che c'era un talento insuperabile, una strada fantastica da percorrere insieme. Nessuno è stato o sarà mai più come lei.
Fu difficile da gestire?La rassicuravo. Mina odiava il pubblico e la routine. Quando andava alla Bussola doveva passare attraverso un corridoio. Ai lati, due file gonfie di assalitori che la toccavano e allungavano le mani. In realtà odiava anche Roma. Sosteneva che i romani fossero villani e un po' aveva anche ragione. I paparazzi prendevano i numeri di targa, ci seguivano, rompevano le palle. All'epoca della nostra storia d'amore ci costrinsero a emigrare.


Ha amato molto in vita sua?               
Ero un infedele, un convinto libertino, mia moglie ne ha passate di tutti i colori. Noi libertini ci riconoscevamo alla prima occhiata, eravamo quasi una setta, con i De Sica ci capivamo al volo. Il lavoro non mi aiutava a dimostrarmi retto. Si creavano situazioni imbarazzanti. .
RAFFAELLA CARRAAnche Mina è stata un tuono. Finita la tempesta già non c'era più.Ritirarsi a 35 anni, sulla soglia della maturità, al comparire della prima ruga per conservarsi bella fino all'ultimo istante, mi è sempre sembrato un peccato di vanità. Lo hanno fatto solo lei e Greta Garbo. Non ci sentiamo da 25 anni, siamo due timidi e forse non sapremmo neanche cosa dirci. Ma è meglio così. È bellissimo proteggere il ricordo delle persone amate. Riscoprirlo immutato. Mai avuto una discussione con lei. Si fidava. 
Si favoleggiò sulla sua rivalità con Raffaella Carrà...                                   
Menzogne. Erano amiche. Mina metteva a proprio agio chiunque. La Carrà comunque è la donna più determinata che abbia mai visto. Una combattente mostruosa. In Milleluci, Mina era una diva senza pari, ma Raffaella riusciva ad avere lo stesso gradimento. Provava fino all'alba, era animata dal fuoco sacro. 


Con Gassman eravate in buoni rapporti?
Dopo Randone, era il più grande attore italiano di sempre. Aveva avuto 5 mogli, denaro, plauso critico e successo, ma era afflitto da preoccupazioni minime: "Non sono più come una volta, sto perdendo la memoria e decade anche il fisico". La chiamava depressione, ma io non riuscivo a spiegarmela con razionalità. Una sera per convincerlo che si trattava di sciocchezze tenemmo aperto un ristorante fino alle 5: "Tutti possono essere depressi tranne te" arringavo. "Sei alto, bello, intelligente. Andiamo, Vittorio mio, tu dalla vita hai ricevuto tutti i doni".
Perché ha smesso di lavorare per la tv relativamente presto?Non c'erano più i miei dirigenti e non c'era più la mia Rai. Quella in cui per varcare il profilo del Cavallo si veniva sottoposti a un esame difficilissimo ed era richiesto il sapere. Oggi dominano incompetenza, cooptazioni politiche e raccomandati. Purtroppo si vede. Ed è un peccato. 
Se le chiedessero aiuto per una nuova tv?
Li lascerei nel loro brodo. Non esistono più le categorie, è saltato tutto e io non sono un presenzialista come Freccero. Metto l'idea per farmela massacrare? No, l'idea non la metto. Lei mi chiede come si può pensare a una nuova forma televisiva, ma forse dovrebbe chiedersi prima con quali figure potrebbe nascere. Rifare la tv di ieri nel 2014 sarebbe impossibile. L'unico con cui, se gravemente minacciato, potrei pensare di collaborare è Fiorello.
Lo apprezza?
È il solo che si avvicini al nostro modello. A Walter Chiari. In più sa anche cantare. Purtroppo gli dipingono attorno durate eccessive. Il varietà dovrebbe durare un'ora, al massimo 75 minuti. Oltre si sbrodola. Si annoia e ci si annoia. In un'ora ci sono 40 idee. Ma in due ore e mezza, può star tranquillo, non ce ne saranno mai cento.
Se pensa a domani?                                                                                                Ci penso con la serenità di chi ha condotto un'esistenza felice. Cammino poco e presto compirò 90 anni. Ma ho fatto il lavoro che sognavo e ho tenuto più di 20 milioni di italiani di fronte a una tv che mi permette di guardarmi ancora in faccia. Poi vado ancora al cinema. Ho visto il film di Sorrentino. Bellissime immagini per carità, ma non le è sembrato un po' astruso?
(fonte: dagospia)





sabato 12 aprile 2014

BUD SPENCER RICOVERATO IN OSPEDALE. PAURA DEI FAN. FORZA BULDOZER!

 Brividi per Bud Spencer. Il mitico eroe di grandi e piccoli è stato ricoverato ieri in ospedale per una serie di controlli. La famiglia assicura che l'attore 84enne non è in pericolo, ma i suoi fan sono in ansia.

Bud Spencer, 84 anni
 
Bud Spencer, 84 anni, ricoverato in un ospedale a Roma. Secondo quanto comunicato dal figlio, Giuseppe Pedersoli, il popolare l'attore, ed ex azzurro di nuoto e pallanuoto, "non è in pericolo di vita".
 
"La prossima settimana - spiega ancora il figlio Giuseppe - Bud Spencer avrebbe dovuto sostenere un tour in diverse città per lanciare il suo nuovo libro "Mangio ergo sum". "Abbiamo dovuto cancellare questo tour, che contiamo però di recuperare prima dell'uscita del libro nelle prossime settimane, perché durante dei controlli di routine i medici hanno riscontrato in papà la pressione un po' bassa e un po' di anemia. Ed hanno deciso di trattenerlo per ulteriori controlli e in attesa che i valori tornino ad un livello migliore. Dovrebbe uscire tra stasera e domattina. Voglio tranquillizzare tutti i suoi fan e tutte le persone che gli vogliono bene che la situazione è sotto controllo".
 
Il tour tedesco prevedeva 5-6 città in 5 giorni "con dei ritmi che in questo momento non erano consigliabili in un uomo che ha 84 anni anche se li porta molto bene".
 
Carlo Pedersoli, campione sportivo
 
IL MITO BUD: SPORT E CINEMA

Bud Spencer (nome d'arte di Carlo Pedersoli) è arcinoto al grande pubblico per i suoi film e per la sua carriera da attore, ma, forse, non tutti ricordano che è stato anche uno degli atleti di punta del nuoto italiano. Per Carlo Pedersoli, infatti, la qualifica di campione vale due volte: un passato importante di nuotatore alle spalle, il napoletano nel luglio 1950, a 20 anni, fu il primo italiano a scendere sotto il minuto nei 100 stile: 59"5. 
 
Venti volte campione nazionale (stile, rana e farfalla), Bud Spencer ha preso parte a due Olimpiadi (Helsinki 1952 e Melbourne 1956) ed è stato azzurro di pallanuoto fino al 1960, praticando inoltre rugby e pugilato. 
 
 
In Germania, dove è popolarissimo, quasi quanto in Italia, gli hanno anche intitolato una piscina e una strada. Un gigante di 1,92 e 103 chili (poi anche 120-130...) che approdò al cinema per caso, girando il primo film da protagonista, "Dio perdona... io no!", a 38 anni: "Mi offrirono 700mila lire, chiesi 4 milioni - racconta Bud Spencer nella sua biografia -  Non trovarono altri omoni come me: e dovettero darmi quei quattro milioni. Ma incassarono tre miliardi". Un successo clamoroso che segnò l'inizio del felice sodalizio con Terence Hill.
(fonte: gazzetta dello sport)

venerdì 11 aprile 2014

PAOLO VILLAGGIO: COME FARSI UNA CULTURA MOSTRUOSA, OGGI....

Paolo Villaggio torna a vestire i panni di Fantozzi, almeno editorialmente. A 40 dall'uscita di "Come farsi una cultura mostruosa", rivede il ilbro che lo ha reso celebre come scrittore oltre che come attore. 

La copertina del libro di Villaggio
Fantozzi torna in libreria. A oltre quarant'anni dalla pubblicazione di "Come farsi una cultura mostruosa", il 16 aprile esce in libreria "Come farsi una cultura mostruosa OGGI", nuova versione  in linea con i tempi.

Nel 1972, seguendo un consiglio di Umberto Eco, Paolo Villaggio decise di scrivere un libro che partiva dalla presa di coscienza della necessità di possedere, negli anni del boom economico, un elevatissimo livello culturale. Non fosse altro per poter partecipare, e vincere, ai telequiz, che all`epoca cominciavano ad avere grande successo in tv.

Oggi, molti anni dopo, la situazione in Italia non è cambiata: i quiz spadroneggiano ancora nei palinsesti televisivi e il livello culturale dei concorrenti è in calo vertiginoso.Per questo motivo Fantozzi/Villaggio ha sentito la necessità di aggiornare il libro, riscrivendone un altro. La formula è rimasta intatta: Paolo Villaggio sottopone al lettore una serie di nomi di persone, località e cose di cui si deve indovinare la definizione giusta
fra le tre o più opzioni proposte.



Attore, scrittore, comico, interprete di personaggi legati a una  comicità paradossale e grottesca, come il professor Kranz e il timidissimo Fracchia, e noto soprattutto per la creazione letteraria e la seguente trasposizione cinematografica in dieci film del ragionier Ugo Fantozzi, Villaggio ha scritto anche molti
libri, tra cui i recenti "Storia della libertà di pensiero", "Storie di donne straordinarie", "Crociera lo cost", "Mi dichi: prontuario comico della lingua italiana", "Siamo nella merda: pillole di saggezza di una vecchia carogna".
(fonte: tmnews)

giovedì 3 aprile 2014

SU RADIODUE RAI TORNA "HIT PARADE"


Torna "Hit Parade", la trasmissione di RadioRai resa celebre da Lelio Luttazzi alla fine degli anni '60. Dal 5 aprile riprende ad andare in onda nella stessa fascia oraria e a presenterla ci saranno , in seire, Luca Carboni, Gaetano Curreri (Stadio) e Biagio Antonacci.



Il 6 gennaio 1967 la Rai cominciò ad urlare “Hiiiit Paraaaaade”, la classifica dei dischi più venduti in Italia, attraverso la voce inconfondibile di Lelio Luttazzi. Dal 5 aprile 2014, il sabato e la domenica alle 13, Radio2 Rai rinnova questo appuntamento dopo oltre 15 anni. E lo fa nella stessa collocazione oraria di allora e con i protagonisti della musica italiana di oggi.

I primi conduttori a passarsi il testimone saranno Luca Carboni, Gaetano Curreri e Biagio Antonacci, che per tre weekend ciascuno saranno alla guida del programma. “È un grande orgoglio – dice il direttore di Radio Rai Nicola Sinisi – quello di riportare in onda un programma storico come ‘Hit Parade’ sulle frequenze di Radio2, dando spazio questa volta non ai dischi più venduti, ma alla miglior musica scelta dai grandi protagonisti della musica italiana”.

Antonacci, Carboni e Curreri regaleranno agli ascoltatori la loro personale playlist. Il viaggio musicale di “Hit Parade” comincia dagli studi della sede regionale Rai di Bologna con Luca Carboni. “Non sono un dj – dice l’artista -, ma farò il possibile perché venga fuori un bel racconto in musica”.
(fonte: il velino)

mercoledì 2 aprile 2014

MAURIZIO SEYMANDI RACCONTA LA SUA VITA DA SUPERPENSIONATO

Maurizio Seymandi, e subito pensi a "Superclassifica show". Ma che fa oggi il celebre conduttore e come ricorda quegli anni?



L'ex dj Seymandi
Chi non ricorda Maurizio Seymandi? Il suo nome è legato alla mitica "Superclassifica show", nota trasmissione televisiva che negli anni '80 riscosse un successo straordinario, prima trasmessa da un circuito di tv locali e poi da Canale 5.

"Quando conducevo Superclassifica, la mia popolarità era inferiore solo a quella del Papa. Facevo una tv popolare: il supertelegattone diceva quello che io non avrei mai potuto dire". 

Così ricorda Seymandi quegli anni e quella esperienza in una videointervista pubblicata dal sito di Repubblica e la cui origine è ampiamente ispirata da questo sito.

martedì 1 aprile 2014

GLI U2 PLAGIANO GLI OLIVER ONIONS? IL NUOVO SINGOLO RICORDA 'PIEDONE LO SBIRRO'

Gli U2 plagiano gli Oliver Onions (nome d'arte dei fratelli De Angelis)? Parrebbe così sentendo il nuovo singolo degli U2, "Invisible", e la colonna sonora di "Piedone lo sbirro" con Bud Spencer.



Grazie alla segnalazione di un'ascoltatrice incallita, il Trio Medusa smaschera in diretta un probabile plagio da parte degli U2 ai danni degli Olivier Onions.





Ascoltando il nuovo singolo "Invisible", balza all'orecchio una forte somiglianza con "Flat Feet", brano del 1973 suonato dai chitarristi newyorkesi Santo e Jonny, composta dai fratelli De Angelis (che l'hanno anche riproposte come Oliver Onions) e tratto dalla colonna sonora di "Piedone lo sbirro".

Che anche Bonovox sia un grande fan di Bud Spencer? Speriamo per lui che il grande Bud non si arrabbi...


Bono Vox copia Bud Spencer. Incredibile ma apparentemente vero. L’ultima canzone degli U2 somiglia in modo evidente alla colonna sonora del film “Piedone lo sbirro”, interpretato proprio dal napoletano Carlo Pedersoli, Bud Spencer appunto.
La scoperta è stata fatta da un’ascoltatrice del programma radiofonico condotto dal Trio Medusa che, prontamente, ha diffuso la notizia. La musica di “Piedone”, composta dai chitarristi Santo & Jonny è del 1973 e si intitola Flaat Feet.
La somiglianza c’è, anche se la versione originaria è più lenza. Il riff sembra comunque davvero simile, troppo per far pensare ad un puro caso.
- See more at: http://www.campania24news.it/2014/02/14/gli-u2-copiano-bud-spencer-invisible-uguale-alla-colonna-sonora-di-piedone-lo-sbirro-video-42815/#sthash.s1OaDlUI.dpuf
Bono Vox copia Bud Spencer. Incredibile ma apparentemente vero. L’ultima canzone degli U2 somiglia in modo evidente alla colonna sonora del film “Piedone lo sbirro”, interpretato proprio dal napoletano Carlo Pedersoli, Bud Spencer appunto.
La scoperta è stata fatta da un’ascoltatrice del programma radiofonico condotto dal Trio Medusa che, prontamente, ha diffuso la notizia. La musica di “Piedone”, composta dai chitarristi Santo & Jonny è del 1973 e si intitola Flaat Feet.
La somiglianza c’è, anche se la versione originaria è più lenza. Il riff sembra comunque davvero simile, troppo per far pensare ad un puro caso.
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Bono Vox copia Bud Spencer. Incredibile ma apparentemente vero. L’ultima canzone degli U2 somiglia in modo evidente alla colonna sonora del film “Piedone lo sbirro”, interpretato proprio dal napoletano Carlo Pedersoli, Bud Spencer appunto.
La scoperta è stata fatta da un’ascoltatrice del programma radiofonico condotto dal Trio Medusa che, prontamente, ha diffuso la notizia. La musica di “Piedone”, composta dai chitarristi Santo & Jonny è del 1973 e si intitola Flaat Feet.
La somiglianza c’è, anche se la versione originaria è più lenza. Il riff sembra comunque davvero simile, troppo per far pensare ad un puro caso.
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Bono Vox copia Bud Spencer. Incredibile ma apparentemente vero. L’ultima canzone degli U2 somiglia in modo evidente alla colonna sonora del film “Piedone lo sbirro”, interpretato proprio dal napoletano Carlo Pedersoli, Bud Spencer appunto.
La scoperta è stata fatta da un’ascoltatrice del programma radiofonico condotto dal Trio Medusa che, prontamente, ha diffuso la notizia. La musica di “Piedone”, composta dai chitarristi Santo & Jonny è del 1973 e si intitola Flaat Feet.
La somiglianza c’è, anche se la versione originaria è più lenza. Il riff sembra comunque davvero simile, troppo per far pensare ad un puro caso.
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lunedì 31 marzo 2014

I PRIMI 50 ANNI DI ISABELLA FERRARI

Bellezza senza tempo quella di Isabella Ferrari; ieri come oggi che compie 50 anni è donna affascinante, sensuale e mai volgare. La ragazzina di "Sapore di mare" è cresciuta ed è diventata una diva.

Fascino eterno: Isabella Ferrari, ieri e oggi
Isabella Ferrari compie 50 anni. Dal ruolo da degli inizi in "Sapore di mare", fino al cameo nel film premio Oscar di Paolo Sorrentino "La grande bellezza".....
Poteva bruciarsi, poteva rimanere la starlette che aveva fatto un solo film, quel "Sapore di mare" del 1981 in cui lei era una ragazzina e nel film interpretava Selvaggia. Isabella Ferrari era meravigliosa. E l’attrice non si è persa per strada.


MAMMA TENERA
Non solo attrice affermata, Isabella Ferrari è riuscita a chiudere il cerchio: è anche mamma di  tre figli, Teresa, Nina e Giovanni. Ed è sposata dal 2002 con il regista Renato De Maria, con il quale non si è fatta remora a farsi vedere teneramente abbracciata. Anche se qualche anno fa ha confessato un tradimento: “Se mi è successo, l’ho vissuto con senso di colpa. Ma la libertà per me viene al primo posto: non posso pensare di appartenere a qualcuno”.

SCOPERTA DA BONCOMPAGNI
Isabella Ferrari esordisce con "Sotto le stelle" di Gianni Boncompagni: è il 1980 e il poliedrico autore e regista sarà il suo pigmalione (nonché suo fidanzato anche se lei è ancora minorenne). Ferrari vuole farcela. E ce la fa: nel 1995 vince la Coppa Volpi per la miglior attrice non protagonista a Venezia con "Romanzo di un giovane povero".

Bella l’attrice lo è, ma la sua fama di soggetto erotico aumenta con "Caos Calmo" assieme a Nanni Moretti. Lei che non è più una ragazzina diventa protagonista di una delle scene più hot del mercato. E non è finita: diventa una donna “affamata” di sesso in "E la chiamano estate" e per giunta gira uno spot mezza nuda per Yamamay. Perché non c’è verso: Isabella Ferrari oggi è comunque torbida e bellissima.
(fonte: oggi)

ALBANO E ROMINA DI NUOVO INSIEME DAL VIVO ALLE CASCATE DEL NIAGARA

Albano e Romina ci hanno provato gusto; dopo il concerto di Mosca dello scorso ottobre, vanno a battere cassa anche dai connazionali in Canada per una doppia serata che si terrà alle cascate del Niagara.



Albano Carrisi e Romina Power tornano insieme artisticamente per due concerti che si terranno alle cascate del Niagara all’Avalon Ballroom Theatre il 3 e 4 maggio.

Albano, che da anni è una delle voci italiane più riconoscibili all’estero, ha recentemente presentato il suo nuovo singolo “Ciao papà” su Radio Due nella trasmissione “Un giorno da pecora”; per l’occasione è stato lanciato da Claudio Cecchetto, ospite in quel momento.

La canzone è inclusa nell’album “I capolavori di papà Al Bano” in cui sono raccolti i successi del cantante, accompagnato, per l’occasione, da tutta la sua famiglia.

A ottobre Albano e Romina erano tornata sulle scene ufficialmente dopo anni di lontananza, a Mosca in occasione dei 70 anni del cantante pugliese, compiuti qualche mese prima. Tantissimi spettatori hanno partecipato al concerto pagando anche prezzi non propriamente popolari per godersi la reunion, e la coppia non ha deluso accompagnandoli con alcuni dei loro maggiori successi.
(fonte: fanpage)

domenica 30 marzo 2014

SUPERCLASSIFICA STORY, LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1974, 1984 E 1994

 Eccoci tornati dopo una piccola pausa vacanziera. E ritorna anche l'appuntamento della domenica con "Superclassifica Story" le classifiche dei singoli più venduti in Italia questa settimana, nel 1974, 1984 e 1994.

TOP TEN DEL 30 MARZO 1974



  1. Alle porte del sole - Gigliola Cinquetti
  2. Un'altra poesia - Alunni del Sole
  3. Angie - Rolling Stones
  4. .e poi - Mina
  5. Anima mia - I cugini di campagna
  6. Rimani - Drupi
  7. A blue shadow - Berto Pisano
  8. Prisencolinensinanciousol - Adriano Celentano
  9. Amicizia e amore - Camaleonti
  10. Anna da dimenticare - Nuovi Angeli

TOP TEN DEL 31 MARZO 1984


  1. Ci sarà - Albano e Romina
  2. Love Of The Common People - Paul Young
  3. Terra promessa - Eros Ramazzotti
  4. Radio Ga Ga - Queen
  5. Serenata - Toto Cutugno
  6. La donna cannone (Q-Disc) - Francesco De Gregori
  7. Non voglio mica la luna - Fiordaliso
  8. Just For Tonight - Gilbert Montagné
  9. Cara - Christian
  10. Victims - Culture Club

TOP TEN DEL 26 MARZO 1994 



1. The rhythm of the night - Corona
2. Strani amori - Laura Pausini 
3. Move on baby - Cappella    
4. Streets of Philadelphia - Bruce Springsteen 
5. Serenata rap - Jovanotti
6. Pass the toilet paper - Outhere Brothers 
7. Come mai - 883 e Fiorello   
8.  Fuori - Irene Grandi
9. Animalaction - Paraje
10. All for love - Bryan Adams, Rod Stewart, Sting

sabato 29 marzo 2014

TANTI AUGURI TERENCE HILL, FIRMATO IL TUO AMICO BUD SPENCER

 Tanti auguri Terence Hill, che oggi compie 75 anni. In coppia con Bud Spencer ha fatto divertire e sognare milioni di spettattori e il suo Don Matteo è tuttora un successo. Classe senza tempo.
 
Miti senza tempo: Bud Spencer e Terence Hill

Terence Hill, tre quarti di secolo e non sentirli. L’attore, all’anagrafe Mario Girotti, compie oggi 75 anni, e il suo amico e partner cinematografico di lunga data, l’84enne Bud Spencer, nome d’arte di Carlo Pedersoli, gli fa gli auguri in una lettera aperta pubblicata in esclusiva sul quotidiano tedesco Bild.

“Mio caro amico Terence, vai per i 75, ma ai miei occhi sei ancora un ragazzo. Voglio farti gli auguri per il tuo compleanno e ricordare il lungo e bellissimo tempo passato insieme. Ti stimo Terence, perché sei soprattutto un uomo buono, un uomo molto buono, e questo è il motivo principale per cui non abbiamo mai litigato né siamo mai arrivati alle mani. 

Sappiamo entrambi, soprattutto nel settore della cinematografia, che è molto difficile fare amicizia. Troppi interessi si incontrano, e la gelosia spesso gioca un ruolo subdolo. Per fortuna, io e te non siamo mai stati gelosi l’uno dell’altro, e abbiamo apprezzato il reciproco successo con una certa ingenuità e con molto affetto per l’altro”.

Come ricorda Bud Spencer, “Tutto è cominciato sul set di ‘Dio perdona... Io no’. Tu eri un attore professionista, io ero un ex nuotatore. Ci siamo compresi e rispettati immediatamente. Mi hai insegnato la dedizione e la concentrazione, infatti eccoti ancora in gran forma a 75 anni. Credo che tu abbia sempre apprezzato la mia spontaneità e il mio istinto - prosegue l’attore - e perciò il mio peso è aumentato in proporzione al nostro successo. A modo nostro eravamo entrambi sportivi, e lo si poteva vedere al meglio durante le nostre scene di combattimento”.

Bud Spencer conclude l’augurio con un invito a Terence Hill nel più classico stile spaghetti-western. “Terence, mi congratulo di cuore per il tuo 75esimo compleanno e spero che festeggeremo insieme con una enorme porzione di spaghetti al sugo, che mangi tanto volentieri quando li cucina mia moglie Maria. So che per questo piatto meraviglioso fai un’eccezione alla tua rigorosa dieta. Mio caro Terenceti auguro molti, molti anni di salute, successo e felicità. Il tuo amico Bud”.
(fonte: quotidiano.net)