venerdì 29 agosto 2014

AMARCORD: IL DIARIO DI SCUOLA

 Amarcord torna prima del ritorno sui banchi di scuola per celebrare un oggetto che sempre più sta scomparendo dalle cartelle: il diario scolastisco. E anche la sua declinazione più privata (quello che i francesi chiamano "journal intime"), il diario personale, non sarebbe più di moda tra le nuove generazioni. 
Il diario Sturmtruppen, tra i preferiti dai ragazzi
 Il diario ha giorni contati. Quell'oggetto che molti di noi si son portati con sé sin dalla scuola, con dentro il nome della prima fidanzata, il ritratto dei professori più cattivi, le uscite, i gruppi rock, i voti belli e quelli brutti è ormai alla frutta. 

Eppure erano belli quei diari, con copertine chic o semplici, con tutti i giorni segnati pagina per pagina, con le le facce dei calciatori o i protagonisti di cartoni animati e serial tv. 
Ma non è la tecnologia ad averli uccisi, i diari, semmai la mancanza di parole che caratterizza i nostri giorni di adesso. Il linguaggio si è prosciugato lentamente, ridotto in fin di vita, tra acronimi e fonetiche approssimate.

Nulla a che vedere con gli adesivi dei gruppi rock di gran moda o delle modelle che le nostre compagne (o compagni) di banco mettevano a farcitura del diario sino a ingrossarlo come un sandwich. Pagine e pagine, veri e propri insaccati della nostra adolescenza

E allora celebriamolo il diario, che ci ha regalato una marea di incipit, dal tradizionale «caro...», all'intestazione con la data, al luogo e via discorrendo. Un cartaceo multiforme che è stato tutto ed il suo contrario: diario di bordo, di viaggio, intimo, di ricordi, di scuola, per appunti, di vita. 

Celebriamolo e salviamone il nome perché non ci si venga a dire che quelli elettronici, sul web e sui social, dove chiunque può rispondere, sono diari. No, quelli sono specchi aperti al pubblico, nulla a che vedere con il nostro amato Diario di una volta, quello che qvevqno tutti: i grandi scrittori, le casalinghe, gli insoddisfatti...

APERTO PER FERIE: LA SIGLA DELLA DOMENICA SPORTIVA EDIZIONE 1984/85



Chiudiamo il nostro appuntamento di agosto con "Aperto per ferie" con "E' goal", sigla de "La domenica sportiva" edizione 1984/85 cantata da Edoardo Bennato. Un video scelto per celebrare la ripresa dei campionati di calcio in questo ultimo week:end del mese.

Ci auguriamo di avervi portato un po' di buonumore e divertimento con i nostri video. L'appuntamento con "Aperto per ferie" è quindi rimandato alla prossima estate.

giovedì 28 agosto 2014

RITORNO TRIONFALE PER KATE BUSH

Il ritorno di Kate Bush sulle scene è l'evento musicale dell'anno. Lo testimonia l'entusiasmo delle migliaia di fan che hhanno già acquistato i biglietti dei suoi concerti e dei fortunati che hanno assistito alla sua prima esibizione, martedi 26 agosto.
Kate Bush
L'ultimo concerto dal vivo di Kate Bush datava 14 maggio 1979. Poi, solo qualche sporadica apparizione come ospite di altri musicisti (ne ricordiamo una con David Gilmour datata 1987). Ecco perché lo show del 26 agosto, a Londra,  è stato un evento che lascerà il segno. Per la musica e la voce della Bush, ma anche per quello che un'artista come lei rappresenta. 
Gli 80 mila biglietti venduti in 15 minuti di prevendita significano che quando un artista resta credibile e coerente il pubblico la aspetta. Kate Bush ha 56 anni e li dimostra tutti. Sul suo viso non ci sono tracce di improbabili peripezie di chirurgia estetica. La cantante ha inoltre chiesto ai fan di spegnere gli smartphone per mantenere un contatto diretto con loro.
Dopo aver sbancato le classifiche alla fine degli anni Settanta, non ha cercato di replicare il successo in maniera conservativa, magari replicando se stessa all'infinito. Da un certo punto in poi ha preso in mano le redini della sua carriera e ha fatto tutto quel che ha voluto.  E 35 anni dopo ha ritrovato il suo pubblico.
(fonte: panorama)

Questa la scaletta del concerto di Londra
Lily
Hounds of Love
Joanni
Top of the City
Never Be Mine
Running Up That Hill
King of the Mountain
Ninth Wave
And Dream of Sheep
Under Ice
Wake Up (Waking the Witch Intro)
Waking the Witch
House, Room Dialogue
Watching You Without Me
Little Light
Jig of Life
Hello Earth
The Morning Fog
Sky of Honey
Prelude
Prologue
An Architect’s Dream
The Painter’s Link
Sunset
Aerial Tal
Somewhere in Between
Tawny Moon
Nocturn
Aerial
Among Angels
Cloudbusting

APERTO PER FERIE: "IL MIO AMICO ARNOLD"



Siamo agli ultimi giorni della nostra rubrica "Aperto per ferie". Oggi vi regalia,o qualche innocente risata con questa puntata di un telefilm anni '80 tra i più mitici: "Il mio amico Arnold". Buon divertimento!

mercoledì 27 agosto 2014

APERTO PER FERIE: "T'APPARTENGO", CANTA AMBRA ANGIOLINI



Una ventata di freschezza dalla televisione degli anni 90, oggi "Aperto per ferie" ci riporta all'epoca di "Non è la Rai". Il video che vi proponiamo è "T'appartengo", il successo di Ambra, che, all'epoca diciassettenne, conduceva la trasmissione nel 1994. 

Il brano è stato uno dei primi ad essere inciso dalla Angiolini, ed è stato il primo singolo della cantante ad essere diffuso anche in radio. "T'appartengo" ha dato anche il titolo al primo album di Ambra, "T'appartengo", ed è la canzone che ha avuto più successo in tutta la sua carriera.

martedì 26 agosto 2014

APERTO PER FERIE: RIC E GIAN



La cara vecchia televisione in bianco e nero, quella che ci ha tenuto compagnia in tanti pomeriggi e sere della nostra infanzia, quella dei spettacoli curati e di buon gusto, dei comici attori veri.

Da quell'epoca mitica abbiamo tratto questo gustosissimo sketch di Ric e Gian, intitolato "La brioche"

lunedì 25 agosto 2014

INTERVISTA A CLAUDIO SIMONETTI PER I 40 ANNI DI "PROFONDO ROSSO"

 Metti una sera con Claudio Simonetti, impegnato in un tour estivo in versione Goblin. Il maestro della musica del cinema horror, del prog italiano e della Italo Disco racconta i suoi oltre 40 ani di carriera.


_nicaws_nicawscache_29694944HR
Il Maestro Claudio Simonetti
Sono passati 40 anni dalle riprese del capolavoro di Dario Argento "Profondo rosso", cominciate il 9 settembre 1974, nel “triangolo” magico Roma-Torino-Perugia (il film uscì poi nelle sale nel 1975) e dalle registrazioni della celebre colonna sonora, il cui omonimo tema, firmato dai Goblin (di cui Simonetti era il tastierista), senza ombra di dubbio una delle più note musiche del nostro cinema. 

In un’estate dal clima mutevole, incontriamo Claudio Simonetti, tastierista dei Goblin e pioniere del progressive rock italiano nei primi anni 70, oltre che dell’Italo Disco nei primi anni 80.


Sono passati quarant’anni esatti dalle registrazioni della colonna sonora di Profondo rosso, oltre che dalle riprese del film. Che ricordi hai di quel periodo?
Profondo rosso" è stato il primo film per il quale ho lavorato in vita mia, ma con i Goblin subentrammo a riprese finite. Giorgio Gaslini (che vorrei ricordare, essendo scomparso qualche giorno fa) aveva già iniziato a comporre e a registrare delle musiche per il film, ma Dario Argento le voleva più rock ed energiche, con un sound un po’ più forte. Quindi chiese al produttore, Carlo Bixio della Cinevox Records, di chiamare gruppi come Emerson, Lake & Palmer, Deep Purple, nomi altisonanti insomma. Noi in quel periodo stavamo registrando un album in studio (sotto il nome Oliver, ndr): eravamo stati a Londra per un anno, avevamo registrato un demo che ci aveva permesso di firmare questo contratto con l’etichetta.
Bixio disse a Dario Argento di ascoltare i nostri pezzi prima di chiamare quei nomi grossi. Lui venne in studio a sentirci e gli piacemmo molto, così decise di farci eseguire le musiche di Gaslini. Fu così che iniziammo a registrare i primi brani della colonna sonora. Poi in seguito Dario litigò con Gaslini, noi non abbiamo mai saputo veramente il perché.

Quindi ancora oggi le ragioni del litigio vi rimangono ignote?
Non si è mai ben capito: Giorgio Gaslini era spesso in giro per concerti e il suo materiale non piaceva molto a Dario. A un certo punto litigarono e Dario ci chiese di finire la colonna sonora, poiché mancavano ancora i temi principali del film. Noi eravamo giovanissimi, io ero il più grande e avevo 22 anni, e inesperti, ci sentimmo inizialmente un po’ spiazzati dalla sua richiesta, ma quella stessa sera componemmo Profondo rosso.

Le musiche del film, prima che arrivaste voi ad arrangiarle, com’erano? Il lato A del vinile è composto da voi, mentre il lato B sono musiche di Gaslini.
Era tutto orchestrale. Nel film il materiale è mischiato: alcune cose sono rimaste orchestrali mentre altre sono pezzi nostri e/o musiche di Gaslini riarrangiate da noi.



Su Profondo rosso suoni un organo vero, come avete fatto a trovarlo?
Esattamente, era un organo a 15.000 canne. Fu un caso: la casa discografica ci mandò allo Studio Ortophonics. A un certo punto mi accorsi che nel piano di sopra c’era un organo da chiesa e non potevo non suonarlo: ero rimasto molto colpito dagli Emerson, Lake & Palmer che l’avevano usato per alcuni pezzi. Quello era uno dei pochi studi in Italia ad avere l’organo con le cuffie e i microfoni già collegati: io registravo da solo ascoltando la musica che mi arrivava attraverso le cuffie. Una cosa oltretutto molto difficile, perchè l’organo arriva sempre con un secondo di ritardo, e io dovevo suonare sempre in anticipo. L’ho usato fino a Tenebre, poi arrivarono i campionatori.

Secondo te una colonna sonora progressive è ancora adatta per un film horror?
Secondo me sì. Oggi molti registi usano pezzi heavy metal o gotici, ma sono più compilation prese da singoli gruppi, non c’è più chi scrive la musica come facevamo noi. Ho visto recentemente il remake di Dawn of The Dead a opera di Zack Snyder e mi è piaciuto molto, ma si sente l’assenza delle nostre musiche. Ormai lo standard americano sono queste musiche hollywoodiane che commentano bene la scena ma poi non lasciano alcuna traccia come aveva fatto Bernard Herrmann con Psyco o altri.



Riguardo al tuo periodo dance che ricordi hai?
È stato il periodo più felice della mia carriera. Con i Goblin venivamo da un periodo buio degli anni 70, dove la gente si ammazzava, andavi ad un concerto e c’erano scontri con la polizia. Quando è finito tutto ed è arrivata la dance c’è stato un periodo molto positivo, c’era anche il boom economico degli anni 80 e la gente era felice. Per me è durato molto poco: ho conosciuto Giancarlo Meo e insieme abbiamo fatto molta musica dance, poi sono tornato a fare musiche per i film con Demoni, Phenomena, Opera e tanti altri film con Ruggero Deodato, Lamberto Bava e tanti altri.

Come vedi la dance di quel periodo, in confronto con quella di adesso?
Allora era bella perchè c’era l’orchestra e si facevano arrangiamenti orchestrali. Io molto spesso andavo a registrare a New York o Philadelphia usando musicisti di lì, coriste di lì: un modo molto bello per divertirsi. A quell’epoca si andava al 54, allo Xennon, tutte discoteche che oggi non esistono più. C’erano musicisti come Vangelis o Moroder, il re dell’Italo disco, che ha pure vinto due o tre Oscar.

Tu hai lavorato per un periodo anche in televisione, com’era la RAI di quegli anni?
La RAI di un tempo dava molto più spazio alla musica e ai musicisti. Esisteva l’orchestra della RAI che ora non c’è più, è stata smantellata. Per me era normale fare un certo tipo di televisione che oggi non esiste più: ho deciso di smettere perchè non mi andava di fare programmini di infimo livello. Ormai l’ignoranza è enorme ed è tutto scomparso.

Il cinema italiano odierno ha ancora un senso o non regge il confronto con quello degli anni d’oro?
Il cinema italiano è scomparso: oggi registi francesi (i numeri uno nel cinema di genere, assieme agli americani) o spagnoli conservano la loro identità, grazie anche a leggi protettive. In Francia esiste una legge molto precisa, che dice che la cultura francese deve essere al 70% francese, e poi straniera. Se tu vai nei cinema francesi vedi 7 film francesi e il resto stranieri. In Italia questo non esiste: siamo stati fagocitati dalle major americane e oggi uno fa un bel film che poi non esce. Quest’anno ha vinto l’Oscar La grande bellezza, ma non fa testo: è sostanzialmente un remake delle cose migliori di Fellini, un regista che gli americani amano molto.
(fonte: repubblica)

APERTO PER FERIE: "MARRAKECH EXPRESS", LA SCENA MITICA...



Ultima settimana di agosto col nostro appuntamento estivo con "Aperto per ferie". Iniziamo la settimana con uno spezzone mitico di un film altrettanto mitico,"Marrakech Express", film del 1998 firmato da Gabriele Salvatores.
Si tratta della scena che ha regalato ai posteri una battuta "Erano anni che non mi divertivo così". "Cos'erano?". "Anni!".

domenica 24 agosto 2014

ADDIO AL MUSICISTA ALDO DONATI, EX SCHOLA CANTORUM

Addio ad Aldo Donati, compositore, musicista e cantante. Dopo essersi fatto conoscere con il gruppo "Schola Cantorum", ha avviato una carriera solista, ma è come compositore che ha raccolto le maggiori soddisfazioni. Suo anche l'0inno della Lazio.
 
Il cantautore Aldo Donati

 E' morto Aldo Donati, cantautore romano, classe '52, arrivato al successo con il gruppo Schola Cantorum, che ha fondato nel 1975, partecipando a numerose trasmissioni televisive fra le quali Festivalbar, Cantagiro e Un disco per l'estate
La sua prima partecipazione da solista davanti al grande pubblico è nel 1980 al Festival di Sanremo dove con il brano intitolato "Canterò Canterò Canterò", raggiunge il quarto posto. 

Nel 1978 era già arrivato il suo esordio in teatro: Pietro Garinei ed Armando Trovajoli lo avevano voluto al teatro Sistina per partecipare alla commedia musicale "Rugantino" al fianco di Aldo Fabrizi, Bice Valori, Enrico Montesano e Alida Chelli, dove recitava e cantava i brani storici della musica romana. Sua anche la colonna sonora ('Lassame perdè) di "Squadra antimafia", uno dei più conosciuti film con Tomas Milian nei panni del commissario.




Lungo la sua carriera, Donati è stato autore di artisti come Mina, Gianni Nazzaro, Donatella Rettore e Gianni Morandi, per cui ha scritto insieme a Mogol, nel 1981, "Canzoni stonate". Nel 2000 partecipa alla stesura dell'inno del centenario "Cent'anni insieme" assieme ad altri artisti. 


Aldo Donati non mancava mai di manifestare la sua profonda fede per i colori biancocelesti. E per il lutto, la Lazio ha scelto di indossare la fascia nera al braccio all'Olimpico contro il Bassano. Per la Lazio "se n'è andato uno dei cantori della nostra esistenza, autore di tante colonne sonore che, da laziali, ci hanno fatto emozionare". 
(fonte: repubblica)

SUPERCLASSIFICA STORY: LE TOP TEN DELLA SETTIMANA NEL 1974, 1984 E 1994

Penultima domenica di agosto, e come tutti sapete questo è il giorno della nostra ormai celebre rubbrica "Superclassifica Story". Qui potete vedere e riascoltare le top ten italiane di questa settimana 20, 30 e 40 anni fa.


TOP TEN DEL 24 AGOSTO 1974


  1. E tu - Claudio Baglioni
  2. Piccola e fragile - Drupi
  3. Soleado -Daniel Santacruz ensemble
  4. Bugiardi noi - Umberto Balsamo
  5. Più ci penso - Gianni Bella
  6. Innamorata - I cugini di campagna
  7. Nessuno mai - Marcella
  8. Dune Buggy - Oliver Onions
  9. Tutto a posto - Nomadi
  10. Come un Pierrot - Patty Pravo

TOP TEN DEL 25 AGOSTO 1984


  1. Fotoromanza - Gianna Nannini
  2. Self control - Raf
  3. Girls Just Want To Have Fun - Cindy Lauper
  4. Against All Odds - Phil Collins
  5. Sound Like A Melody - Alphaville
  6. La colegiala - Rodolfo y su Tipica
  7. Friends - Amii Stewart
  8. I treni di Tozeur - Alice & Franco Battiato
  9. Cigarettes And Coffee - Scialpi
  10. Giulia - Gianni Togni

TOP TEN DEL 27 AGOSTO 1994



1.  The rythm is magic - Marie Claire D'Ubaldo            
2. Sweet dreams - La Bouche       
3.  The summer is magic - Playahitti    
4.  Il cielo - Fiorello       
5.  7 seconds - Youssou 'n Dour e Neneh Cherry    
6.  Lady Madonna - Spagna
7.  Bomba - Ramirez       
8.  Inside - Stiltskin
9.  Tonight is the night - Le Click
10. Chiuditi nel cesso  - 883

venerdì 22 agosto 2014

I 50 ANNI DELLA FAMIGLIA ADDAMS

Il telefilm "La famiglia Addams" compie 50 anni. Sembrano di più per il fatto che era stato girato in bianco e nero, ma la serie ha "solamente" mezzo secolo di vita.  

Il cast originale della famiglia Addams
Un po' di umorismo nero e tanta satira condita da un pizzico di sana follia. Era la ricetta che ha dato vita ad una delle serie più fortunate della televisione: "la Famiglia Addams"

Andata per la prima volta in onda il 18 settembre del 1964, con puntate di mezz'ora circa sulla rete americana ABC, era basata sulle 150 tavole disegnate dal vignettista del 'New Yorker' Charles Addams. Già dalla sua versione cartacea, "la Famiglia Addams" sbeffeggiava tutte le idiosincrasie e i comportamenti borghesi dell'America di quei tempi. 

La serie, girata completamente in bianco e nero, racconta le avventure folli di una famiglia dove la normalità è una gita al cimitero o la gioia di vedere "abbrustolita" la propria sorella. Una delle componenti più spassose era infatti la reazione dei malcapitati che si trovavano ad avere a che fare con la follia dei personaggi; i quali invece, malgrado tutto, sembravano incarnare modelli sempre positivi e di salda moralità


Tutti i protagonisti godono di una smisurata ricchezza che consente loro di non lavorare e coltivare le proprie stranezze. Gomez il gentleman (John Astin), dall'inseparabile sigaro e sua moglie Morticia (Carolyn Jones), capace di accendere le candele con la punta delle dita sono i capi branco. Accanto a loro i figli: la sadica Mercoledì e il grassottello Pugsley

Ma nella tenebrosa villa di stile vittoriano, al 0001 Cemetery Lane, gravitano la strampalata nonna e zio Fester (Jackie Coogan), capace di alimentare una lampadina con la bocca. Poi c'è cugino Itt, dall'enorme ammasso di capelli che parla una lingua incomprensibile. Il maggiordomo Lurch e l’ultimo membro della famiglia una mano, chiamata Mano (Thing in originale), “interpretata" dall'attore Ted Cassidy. 
(fonte: rainews)

APERTO PER FERIE: JOVANOTTI CANTA "GIMME FIVE" ALL'AQUAFAN



Oggi "Aperto per ferie" fa scatenare i brividi con una doppia proposta: "Gimme five" di Jovanotti, qui sopra nella versione rasta registrata all'Aquafan di Riccione e, qui sotto, nella versione originale rap.
Quelli si che erano anni... Cos'erano? Anni!

giovedì 21 agosto 2014

APERTO PER FERIE: JUVE-ASCOLI DEL 1983, IL GOL PIU' BELLO DI MICHEL PLATINI



Oggi "Aperto per ferie" spazia nel calcio. Vi facciamo rivedere uno dei più bei gol della storia del campionato italiano.

Era il 10 aprile 1983, partita Juventus-Ascoli (5-0 il risultato finale), Michel Platini si inventa il gol che fece sognare tutti gli appassionati di bel calcio (non solo i tifosi bianconeri)

MORTO SALVATORE ALABISO, GRANDE PRODUTTORE DI CINEMA. LAVORÒ CON BUD SPENCER E TERENCE HILL

Se ne è andato un monumento del cinema italiano: Salvatore Alabiso. Produttore cinematografico, ha accompagnato almeno 30 anni di storia del nostro cinema. Ha lavorato con eroi degli spaghetti western e in seguito dei film brillanti e diazione come Bud Spencer, Terence Hill e Giuliano Gemma.

Bud in coppia con Gemma

 Il mondo del cinema dice addio a Salvatore Alabiso, popolare produttore di film di genere negli anni ’60: spaghetti western, gialli, thriller erotici, ma soprattutto produttore dei grandi successi internazionali dei film di Bud Spencer. Sia in coppia con Terence Hill sia in coppia con Giuliano Gemma o da solo, in film come “Anche gli angeli tirano di destro” a “Miami Supercops”, da "Poliziotto superpiù" a “Pari e dispari”, da “Nati con la camicia” a “Banana Joe”.

 Alabiso è morto in Francia, sulla Costa Azzura, dove viveva da anni, il 15 agosto. Nel cinema aveva esordito come sceneggiatore alla fine degli anni ’50 scrivendo un film di Pino Mercanti, “L’ultima canzone”. Mentre il fratello Eugenio era diventato uno dei più prolifici montatori italiani di film di genere (165 film), Salvatore diventa invece una specie di produttore esecutivo e associato della P.E.A., fondando la Tritone Cinematografica che produrrà negli anni ’60 una serie di spaghetti western e di spionistici come “Viva Gringo”, “La lunga sfida”, “4… 3… 2… 1… morte” di Primo Zeglio, “I morti non si contano” di Umberto Lenzi, tutti distribuiti da Grimaldi.

Bud Spencer in Banana Joe
Coproduce anche “La piscina” di Jacques Deray con Alain Delon e Romy Schneider, che fu un grande successo in tutto il mondo.
Assieme a Umberto Lenzi porterà al successo il thriller erotico italiano, con titoli oggi diventati dei supercult come “Orgasmo”, “Così dolce così perversa” e “In fondo alla piscina”. Seguiterà con lo spaghetti western sviluppando assieme a Sergio Corbucci il "tortilla western", versione politica del genere, con film come “Il mercenario” e “Vamos a matar, companeros”.
 
Con l’arrivo del western parodistico, produsse il deludente “Il bianco il giallo il nero” di Sergio Corbucci con Tomas Milian, Giuliano Gemma e Eli Wallach; si buttò poi nei "fagioli movies" con Bud Spencer, a cominciare dal superclassico “Anche gli angeli mangiano i fagioli”, dove mise in piedi la coppia Spencer-Gemma. Col solo Gemma produsse “Safari Express” e “Africa Express”, due avventurosi con toni da commedia.

Terence Hill, poliziotto dai poteri sovrannaturali
Chiude la Tritone Cinematografica alla fine degli anni ’70 e apre la Derby Cinematografica con la quale produce “Banana Joe” e poi la El Pico S.A. negli anni ’80 girando gran parte dei suoi film a Miami e in America. Molto schivo (provate a trovare una sua foto su internet...), ha sempre evitato di mettere il suo nome nei titoli di testa come produttore, ma è stato un personaggio chiave del nostro cinema di genere.
(fonte: dagospia)

mercoledì 20 agosto 2014

APERTO PER FERIE: CARLO VERDONE DA "NON STOP"



Con un po' di ritardo, ce ne scusiamo, anche oggi vi proponiamo un video per allietare le vostre giornate di agosto, ovunque voi siate.

Per la selzione odierna abbiamo scelto questo fantastico sketch di Carlo Verdone, tratto dalla trasmissione "Non stop", andata in onda su Raidue nel 1979.